BESTIARIO di Julio Cortázar e le regole di un buon racconto

BESTIARIO di Julio Cortázar _copertinaChiunque ami leggere racconti o si cimenti a scriverne non può ignorare Bestiario, la prima raccolta di Julio Cortázar. L’autore argentino non si preoccupa di giustificare l’irrazionale, ma di dar forma al mistero che fa vibrare la realtà e ai sentimenti torbidi e inquieti che ci appartengono: ne scaturiscono degli splendidi racconti malinconici e surreali, in cui spesso la tensione deflagra negli spiazzanti finali. L’edizione dei Nuovi Coralli Einaudi (traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini) include in appendice due brevi saggi teorici di Cortázar (tradotti da Vittoria Martinetto) dai quali riporto qui di seguito alcuni brani. Continua a leggere

Ultime pubblicazioni: la pagella

I tempi non sono mai così cattivi di Andre Dubus, Sembrava una felicità di Jenny Offill, La carne di Cristò, Di uomini e bestie di Ana Paula Maia, La frontiera di Alessandro Leogrande, Bestiario di Juan José Arreola, Fratelli di sangue di Ernst Haffner, Il brevetto del geco di Tiziano Scarpa, La casa delle parole di Cécile CoulonI tempi non sono mai così cattivi di Andre Dubus, Sembrava una felicità di Jenny Offill, La carne di Cristò, Di uomini e bestie di Ana Paula Maia, La frontiera di Alessandro Leogrande, Bestiario di Juan José Arreola, Fratelli di sangue di Ernst Haffner, Il brevetto del geco di Tiziano Scarpa, La casa delle parole di Cécile Coulon: cosa li accomuna? Sono stati pubblicati negli ultimi mesi e, dopo averli letti, non ho avuto tempo e modo di recensirli. Provo a rimediare.

La casa delle parole, Cécile Coulon, Keller (traduzione di Tatiana Moroni)
Un romanzo distopico che ribalta la prospettiva di Bradbury in Fahrenheit 451. Qui dunque la lettura non è proibita ma diventa un rito collettivo di manipolazione delle emozioni; non vi sono più scrittori ma solo scrivani, non editori ma “case delle parole” e libri creati e classificati in base alle sensazioni che provocano: queste le ottime premesse, non all’altezza lo sviluppo narrativo.
Voto: 6+

Il brevetto del geco, Tiziano Scarpa, Einaudi
Dopo un’accattivante prefazione in cui si fa riferimento alla misteriosa Nuova Sovversione Cristiana (una sorta di setta d’infervorati credenti), si alternano le vicende di un artista spiantato e quelle di un’impiegata che si accosta alla religione: personaggio convincente il primo, scialbo il secondo. Al tutto fanno da controcanto la voce fuori campo dell’Interrotto – spiegata nel finale – e quella delle parole stesse, che si animano autonomamente come già nelle Cose fondamentali (questo sì, consigliato senza riserve). Qualche buona trovata metaletteraria, uno sguardo interessante sul mondo dell’arte contemporanea, ma romanzo nel complesso deludente: non riesce a sviluppare sino in fondo alcune intuizioni e ambizioni. Peccato, perché Scarpa è uno scrittore di grande talento.
Voto: 6,5

Fratelli di sangue, Ernst Haffner, Fazi (traduzione di Madeira Giacci) Continua a leggere