Intervista ad Anna Mioni, traduttrice di SENZA PELLE di Nell Zink

Anna MioniAnna Mioni è la titolare dell’agenzia letteraria AC² e tra le sue ultime traduzioni figura Senza pelle di Nell Zink (minimum fax): un’opera la cui protagonista, Tiffany, sembra lasciarsi attraversare dalle proprie esperienze e ci racconta, come se fosse una semplice spettatrice, il precoce e turbolento matrimonio con un birder, le relazioni extraconiugali, la progressiva acquisizione di una coscienza ecologica, il costante tentativo di sopravviversi.

Senza pelle si inserisce in un filone della letteratura contemporanea (da Annie Ernaux a Jenny Offill, gli esempi sono tanti) caratterizzato da scrittrici che raccontano una storia attraverso una narratrice interna, che talvolta ha molto in comune con loro: cosa caratterizza e distingue secondo te il romanzo d’esordio di Nell Zink?
La prima cosa che salta all’occhio: l’autrice non fa niente per renderci simpatica la narratrice, facendo saltare così il meccanismo della potenziale identificazione del lettore con il protagonista. Tiffany è volutamente superficiale, incostante, antipatica. Ma, tramite la sua osservazione della natura, ci apre squarci originali e impensati sul comportamento umano. In questo romanzo molto breve si toccano temi profondi e importanti, in modo più fulminante e condensato di un testo lungo. C’è inoltre un sottotesto filosofico molto forte, ricco di riferimenti, che una persona con una cultura in quel campo dovrebbe cogliere all’istante, anche se è usato in modo da non ostacolare la lettura a chi invece non lo conosce.

Per minimum fax avevi già tradotto altre opere: le hai proposte tu alla casa editrice o sono stati loro ad affidartele? Come hai “incontrato” Senza pelle della Zink e quali difficoltà specifiche ha comportato la sua traduzione (oltre, suppongo, a doversi studiare i rudimenti di ornitologia)?
Quando si traduce dall’inglese è virtualmente impossibile riuscire a proporre un libro da tradurre a una casa editrice: nella maggior parte dei casi gli editori ricevono i libri da agenti italiani o stranieri ben prima della pubblicazione all’estero. Quindi è stata minimum fax a scegliere quali libri affidarmi, basandosi sui registri che mi riesce meglio tradurre e, per i libri musicali, sulle mie competenze in materia.
Le difficoltà di traduzione nel libro della Zink sono state prima di tutto le numerose citazioni letterarie e musicali nascoste nel testo, che in alcuni casi ho smascherato da sola; altre volte, nei casi in cui era necessario un background specifico per notarle, è stata l’autrice a segnalarmele perché non aveva lasciato indizi riconoscibili della loro presenza. Inoltre, l’autrice vive in Germania da molti anni e a volte usa espressioni tradotte di peso dal tedesco, però le segnala quasi sempre. Ma in generale il traduttore esperto ha l’orecchio allenato a queste anomalie del testo e le nota subito, e quando non riesce a risolvere l’enigma con i suoi mezzi consulta l’autore.
Quanto ai riferimenti al mondo dell’ornitologia e del bird watching, in realtà non si tratta tanto di difficoltà, quanto della prassi normale per un traduttore professionale: documentarsi sugli argomenti trattati dal testo e cercare le migliori fonti (e, se necessario, gli esperti) da consultare per renderle in modo equivalente in italiano. Non è un’eccezione, ma la normalità del nostro lavoro, quando viene svolto con scrupolo. Continua a leggere

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