L’OSPITE D’ONORE di Joy Williams, recensione

Una gran bella selezione di racconti di Joy Williams pubblicata dalle Edizioni Black Coffee

“Non troverò mai il tempo di leggerlo” è stata la mia prima considerazione quando Leonardo Taiuti mi ha messo tra le mani L’ospite d’onore di Joy Williams: con i ritmi frenetici di lavoro e il numero dei libri in lista d’attesa che diventa sempre più increscioso, non è facile dedicarsi a opere voluminose di un autore che già non si conosca o che non si reputi un “classico”. Ma in fondo si trattava di racconti, avrei potuto concedermene uno di tanto in tanto portando al contempo avanti altre letture, come mi aveva suggerito lo stesso Taiuti, una delle sue anime delle Edizioni Black Coffee e cotraduttore di quest’opera insieme a Sara Reggiani. Continua a leggere

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BIRRA SCURA E CIPOLLE DOLCI di John Cheever, recensione

John CheeverLe prime prove narrative di John Cheever tradotte da Leonardo G. Luccone per Racconti edizioni

Quelli raccolti in Birra scura e cipolle dolci (Racconti edizioni, traduzione di Leonardo G. Luccone) sono i racconti giovanili di un grande autore e già dimostrano il suo talento nell’osservazione delle persone comuni e nel tramutare le loro aspirazioni e difficoltà in storie. È sorprendente come un ragazzo riesca a cogliere il disagio di un territorio industriale paralizzato dai postumi della Grande Depressione del 1929, eppure Fall river, che apre la raccolta ed è il suo secondo racconto apparso su rivista, John Cheever l’ha pubblicato nel 1931: aveva diciannove anni. Nel tempo avrebbe affinato la tecnica, ma la sua scrittura era già limpida e ficcante, l’empatia con i personaggi manifesta; lui stesso del resto, come riportato nella postfazione, avrebbe affermato in un’intervista rilasciata nel 1968: «Arrivato a sessantasei anni scrivo con le stesse identiche intenzioni che avevo a sedici anni e che consistono, naturalmente, nel dare un senso alla mia vita e forse nell’assistere altre persone a dare un senso alla loro così come la fiction mi ha aiutato e continua ad aiutarmi». Continua a leggere

Racconti: finalmente tutta un’altra storia

Una selezione di raccolte di #raccontiAnche l’editoria italiana riscopre le short stories

Credo sia stato per colpa di Dino Buzzati e dei suoi Sessanta racconti, o forse delle Cronache marziane di Ray Bradbury, che sono diventato un appassionato lettore di short stories; certo è che per anni in Italia le raccolte di racconti, come la poesia, sono state per gli editori una scommessa a perdere – e non so con quanta incoscienza vi avessi puntato con una collana apposita (Nuovelettere per Stilo Editrice dal 2010) e una rubrica su Sul Romanzo (Raccontami dal 2012), poi trasferitasi su questo blog (About short stories).
Ora invece, quando stilo pagelle sulle pubblicazioni recenti, quasi sempre sono raccolte di racconti a occupare le prime posizioni, a riprova che se ne pubblicano e di qualità. Qualche esempio? I tempi non sono mai così cattivi di Andre Dubus (Mattioli 1885), Una cosa che volevo dirti da un po’ di Alice Munro (Einaudi), Matteo ha perso il lavoro di Gonçalo M. Tavares (nottetempo), Le cose che non facciamo di Andrés Neuman (SUR); ma occorre assolutamente menzionare anche Il paradiso degli animali di David James Poissant (NN) e La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin (Bollati Boringhieri).
Ci sono, poi, piccole case editrici che sempre più spesso danno spazio nei propri cataloghi alle narrazioni brevi, come L’orma editore (con quelle di Marcel Aymé, Bernard Quiriny, Antoine Volodine) o LiberAria (con quelle di Orazio Labbate, Fabio Lubrano, Giovanni Battista Menzani, Alessandro Raveggi). E che dire della giovane ed eccellente Racconti edizioni? Caso più unico che raro, ho letto tre loro volumi e mi hanno entusiasmato tutti e tre: Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Appunti da un bordello turco di Philip Ó Ceallaigh, Karma clown di Altaf Tyrewala.
Non finisce qui. Continua a leggere

IL PARADISO DEGLI ANIMALI di David James Poissant, recensione – About short stories

Il paradiso degli animali_David James Poissant_copertinaIl paradiso degli animali, esordio del californiano David James Poissant

Ho cominciato a leggerla un po’ prevenuto, perché temevo fosse il solito prodotto delle scuole americane di scrittura creativa (formalmente impeccabile, sostanzialmente inconsistente), invece Il paradiso degli animali di David James Poissant è una raccolta di racconti per la quale esser grati alla NN Editore che l’ha pubblica e a Gioia Guerzoni che l’ha tradotta. Poissant dimostra in questo esordio alcune doti rare persino se prese singolarmente: ha delle ottime intuizioni narrative, ma non si limita a imperniare su queste interi racconti; rivela un’acuminata capacità introspettiva, ma rifugge dallo psicologismo spicciolo, limitandosi a scegliere personaggi ordinari (al più forzandone un po’ il carattere); sa indagare il disagio contemporaneo, senza però rendere claustrofobici gli orizzonti; scuote l’emotività del lettore, ma non indugia nel sentimentalismo (sebbene si conceda qualche leziosità retorica).
A rafforzare l’empatia con i personaggi è anche il frequente ricorso alla prima persona, che ci rende partecipi del loro spaesamento, delle loro risoluzioni, dei loro errori; come nel bel racconto di apertura, L’uomo lucertola: «L’anno scorso mio figlio ha sfondato la finestra del soggiorno. L’avevo spinto io. Non ricordo esattamente com’era successo. Ricordo di essere entrato in sala. Ricordo di aver visto Jack con la bocca sulla bocca di un altro ragazzo e le mani che si muovevano rapide sul suo inguine». Continua a leggere

LA SPOSA e ANOMALIE, i racconti di Mauro Covacich – About short stories

mauro covacich, fonte www.arabeschi.itL’esplorazione dell’estremo e dell’incompiutezza nei racconti di Mauro Covacich

Anomalie e La sposa, le due raccolte di racconti di Mauro Covacich edite da Bompiani, compongono un progetto unitario, come suggerisce lo stesso autore dichiarando che derivano dallo «stesso flusso di pensieri sul presente» e aggiungendo che si tratta di «un filone autonomo del mio lavoro in cui talvolta situazioni o comportamenti fuori dall’ordinario mi sembrano rivelare i recessi della cosiddetta vita normale meglio di qualsiasi statistica, e proprio grazie alla loro irriducibile singolarità». Nell’introduzione alla recente edizione di Anomalie, Covacich si esprime anche sul genere adottato: «il racconto è una forma espressiva molto più simile alla canzone che al romanzo, non solo per la sua palese vocazione lirica, ma anche per quanto riguarda la struttura narrativa. C’è un’idea principale, di solito una specie di folgorazione, che si trascina tutto il materiale a folle velocità verso l’epilogo e lo fa lungo una linea retta, che rende difficili, per non dire impossibili, le digressioni. […] A me ha sempre fatto pensare a un tuffo, una caduta a precipizio formalizzata in un gesto, grazie all’inventiva e alla tecnica
Tra la pubblicazione di Anomalie e quella della Sposa sono tuttavia trascorsi sedici anni e la lettura ravvicinata delle due opere consente di apprezzare l’evoluzione stilistica di un autore di talento da cui però è ancora lecito attendersi un progresso ulteriore. Continua a leggere

ROSA SHOCKING di Adam Levin, recensione – About short stories

cover rosa shocking_adam levin_clichyLa raccolta di racconti di Adam Levin pubblicata dalle Edizioni Clichy

Prosegue con Rosa shocking il percorso di Black Coffee, la collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy curata da Leonardo Taiuti e da Sara Reggiani; quest’ultima è anche la traduttrice dei racconti di Adam Levin, giovane scrittore statunitense che ha esordito nel 2010 con il romanzo The Instructions.
I testi raccolti in Rosa shocking sono incentrati sui cortocircuiti della comunicazione e sui coni d’ombra delle relazioni umane, ma a prevalere è comunque un tono ironico e scanzonato, che mette in risalto gli aspetti grotteschi di ciascuna esistenza e di ogni tragedia. Sebbene questa tendenza parodistica venga spesso ben dosata da Levin, nel primo racconto, Frankewittgenstein, insieme al ritmo troppo accelerato, può lasciare un po’ perplessi; qui come altrove però lo spunto narrativo è decisamente originale: l’inventiva è una delle indubbie doti dell’autore, così come la scelta di prospettive spiazzanti, rese spesso ancor più efficaci dalla predilezione per i narratori interni. Continua a leggere

ANIME BALTICHE di Jan Brokken, recensione – About short stories

ANIME BALTICHE di Jan Brokken_copertinaAnime e storie dei Paesi baltici nei racconti di Jan Brokken

Dopo Nella casa del pianista, Iperborea pubblica un’altra opera di Jan Brokken: Anime baltiche (traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo). Qui lo scrittore olandese recupera volti e vicende di Lituania, Lettonia ed Estonia, cercando di sopperire alle tante rimozioni che ne caratterizzano la storia con una minuziosa ricerca di fonti e testimonianze, ma soprattutto visitando i luoghi che fanno da palcoscenico ai suoi racconti. Si scoprono così gli innumerevoli legami che i Paesi baltici hanno sempre avuto sia con l’Europa occidentale sia con l’area russa, il loro tentativo di preservare la propria identità anche dopo secoli di occupazioni e conflitti, l’eccezionale contributo dato nei diversi ambiti artistici e del sapere dai loro cittadini. Continua a leggere