MADRIGALE SENZA SUONO di Andrea Tarabbia e altri interessanti romanzi italiani

Madrigale senza suono, Tarabbia; Sogni e favole, Trevi; La custodia dei cieli profondi, RibaDopo averlo sfiorato con lo splendido Giardino delle mosche, Andrea Tarabbia vince il Campiello con Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri); nella cinquina del premio c’era anche Lo Stradone di Francesco Pecoraro, opera sulla quale scriverò prossimamente ed ennesima conferma dell’ottimo lavoro che stanno facendo nella casa editrice Ponte alla Grazie che, oltre ad aver pubblicato il precedente romanzo di Tarabbia, ha di recente proposto Sogni e favole di Emanuele Trevi (primo nella classifica di qualità dei grandi lettori promossa da L’Indiscreto). Mi soffermerò infine su un’opera di diversi mesi fa che ho tardivamente letto la scorsa estate e che meriterebbe più dell’attenzione che ha ricevuto: La custodia dei cieli profondi di Raffaele Riba (nel catalogo di 66thand2nd).

Madrigale senza suono di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri)
Carlo Gesualdo, principe di Venosa, visse tra Cinque e Seicento e compose dei madrigali che segnarono la consacrazione e il superamento di questo genere musicale, ma la sua esistenza fu oscura e segnata dall’assassinio della moglie fedifraga e del suo amante. Tarabbia ne ricostruisce la biografia e ne esplora il genio artistico attraverso due narratori: un tale Gioachino, che si presenta come fedele e misterioso servitore del principe di cui tramuta la vita in cronaca, e Igor’ Stravinskij, che immagina abbia ritrovato e commentato il testo di Gioachino e che in occasione dei quattrocento anni dalla nascita di Gesualdo gli ha realmente dedicato una suite.
Con uno stile gotico e lievemente manierato, l’autore torna dunque a esplorare il male, tema dominante nella sua produzione letteraria, e si interroga se quello di Maria D’Avalos e Fabrizio Carafa fu un delitto dettato dalla rabbia o non piuttosto “imposto dalla necessità sociale”, ma soprattutto pone in evidenza l’universalità del linguaggio musicale, che può instaurare un dialogo anche attraverso i secoli.

Sogni e favole di Emanuele Trevi (Ponte alle Grazie)
La presenza di una breve bibliografia, di alcune appendici e di uno scarno e pertinente apparato iconografico contribuisce a rendere ibrido questo romanzo-autofiction, che è anche una colta dissertazione su quattro artisti: Artuto Patten, è stato un fotografo ritrattista capace di guidare lo sguardo di chi gli era intorno verso l’essenziale e la bellezza ed è grazie a lui che Trevi ha conosciuto Cesare Garboli, acuto e umorale critico letterario che lo incaricherà di occuparsi di Metastasio a partire dal sonetto Sogni e favole io fingo. La quarta figura che, insieme al fascino decadente della Roma di fine Novecento, impregna queste pagine è Amelia Rosselli, fragile poetessa vicina di casa di Patten e da lui immortalata.
Un’opera densa, che richiede una lettura attenta e che lascia con la malinconica sensazione che negli ultimi decenni si sia smarrito qualcosa di affine al senso del proprio essere al mondo.

La custodia dei cieli profondi di Raffaele Riba (66thand2nd)
Il narratore racconta la dissoluzione del suo microcosmo in parallelo al sovvertimento dell’ordine naturale – stando alle sue osservazioni dovuto all’esplosione di una supernova che genera un secondo sole azzurro (e di un colore tendente al blu sono anche stampate le pagine di questo libro). Gabriele si è eletto custode del casolare di campagna costruito in un luogo simbolico dal nonno e in cui è sempre vissuto, ma non potrà arginare la dispersione della sua famiglia e soprattutto l’allontanarsi del fratello, amato anche se colpevole di aver condizionato la sua vita, mentre intorno a lui le stagioni e l’istinto degli animali sembrano aver perso ogni riferimento.
È una storia di solitudine e rimpianti e sulla complessità dei legami fraterni, temi sì tradizionali ma sviluppati da Riba con grande originalità e misura.

Qui altri cinque consigli di narrativa italiana contemporanea:
https://giovannituri.wordpress.com/2019/05/22/cinque-consigli-di-narrativa-italiana-contemporanea/

15 thoughts on “MADRIGALE SENZA SUONO di Andrea Tarabbia e altri interessanti romanzi italiani

  1. salomé alexandra ha detto:

    Caro Giovanni, penso che lei quanto me, abbiamo letto il nec plus ultra della letteratura mondiale o quasì, di tutti i tempi, pensa veramente che uscirà nel nostro millennio un genio come quei magnifici? E crede che quei magnifici di ieri sarebbero pubblicato oggi? Io ne nutro molti dubbi e ne conosco uno dei veri motivi. Sì, sì. Bella serata in altrettanto bella compagnia! salomé alexandra

  2. Giovanni Turi ha detto:

    Cara Salomé Alexandra,
    ribalto i termini della questione: “Il panatarèi” di Ezio Sinigaglia è un capolavoro del ‘900 ed è stato pubblicato di nuovo a gennaio di quest’anno da TerraRossa Edizioni; viceversa, “Il giardino delle mosche” di Andrea Tarabbia, dato alle stampe nel 2015 da Ponte alle grazie, nel ‘900 non avrebbe probabilmente trovato editore (perché ritenuto scabroso e immorale) ed è un romanzo davvero inestimabile. Li legga entrambi e poi sarò pronto a ogni confronto/discussione/polemica.

    • salomé alexandra ha detto:

      Caro Giovanni, confronto, discussione o polemica? Perché io non essendo una guerrafondaia accetto solo la discussione. Detto questo, l’Italiano è troppo gregario, oggigiorno, per essere un genio e nel caso, non viene pubblicato per un buon-cattivo motivo. tuttavia riusciamo a trovarne in questo periodo negli Stati-Uniti d’America. Lì, sognano ancora gli eroi e i loro ideali, Qui? Un bel fine pomeriggio, Giovanni. salomé alexandra

      • Giovanni Turi ha detto:

        Rinnovo l’invito a leggere “Il pantarèi” e “Il giardino delle mosche”.

        • salomé alexandra ha detto:

          Caro Giovanni, glielo riscrivo qui con le mie parole questa volta. Nessun autore, dico bene nessuno, oggi e anche ieri, ma di meno, a meno di essere raccomandato da qualcuno o di essere una personalità già conosciuta, viene pubblicato, nessuno. A questi raccomandati, che di rado scrivono bene, si prende la trama, non male, magari, o di moda, e l’Editore chiede all’Editor di riscriverlo per farne un libro che si può pubblicare. Ma ripeto questo autore deve avere già delle conoscenze dentro il mondo dell’editoria. Io, per esempio, conosco un autore, un artista nato, che ha scritto due romanzi magnifici, certo con alcuni refusi, è umano, ebbene non uno, dico non un editore ha voluto leggerlo. Tutti gli hanno detto di no senza nemmeno leggerne una riga. Perciò. Questo è il mondo dell’editoria, sopratutto oggi. Quindi leggero solo libri non pubblicati e ovvio i miei adorati classici,e sebbene anche alcuni di loro hanno patito, alla fine hanno vinto,.Halleluyah! Un bel giorno, Giovanni. salomè alexandra

          • Giovanni Turi ha detto:

            Gentile Salomè Alexandra, le assicuro per esperienza diretta che non è così, non sempre per lo meno, e occorre tener conto che l’editoria si regge su persone che devono spesso inventarsi almeno un altro lavoro per avere uno stipendio e questo non aiuta a fare al meglio ciò che si vorrebbe. Un caro saluto. Giovanni

  3. salomé alexandra ha detto:

    :)) Quindi, in sostanza, siamo d’accordo, caro, Giovanni, giacché so anch’io per esperienza diretta! Detto questo, il ‘vero’ lavoro non lo fa l’editore, il quale legge ben poco, bensì, da un lato, l’autore che tenta di scrivere che, detto inter nos, guadagna ben poco, quando e se li vengono pagati i suoi diritti d’autore qualora venga pubblicato, e dall’altro, lei, cioè, l’editor, che non è un lavoro da poco, per intendersi, rendere bello ciò che bello non è tanto. Bravo! salomé alexandra

  4. natipervivereblog ha detto:

    Rinnovo i miei sinceri complimenti!
    Questo blog è un’ angolo di profonde riflessioni che giovano all’esistenza
    un grazie infinito
    Adriana

  5. salomé alexandra ha detto:

    Caro g, mi permetto di suggerirle, al fine di stimolarci a leggere i romanzi da lei consigliati, di trarre un brano di ognuno di loro, da lei scelto, con, ovviamente, la gentile concessione dell’editore il quale non potrà rifiutare questa proposta pure di vendere la sua mercanzia!:)) Ringraziandola, le auguro un bel fine giornata. salomé alexandra

  6. salomé alexandra ha detto:

    Magnifico, caro g, allora aspetto un brano significativo di ‘Lo Stradone’ e del ‘Giardino delle mosche’ che ha tanto decanto ed entrambi pubblicati dalla squisita e integra Ponte alle Grazie diretto dal gentilissimo Luigi Spagnol, Olé! A presto caro. salomé alexandra

  7. Irene Rosignoli ha detto:

    Sono in ritardo rispetto alla data di pubblicazione di questo articolo, ma volevo ringraziarla per aver consigliato Madrigale senza suono, che ho amato moltissimo. Ho acquistato subito anche Il giardino delle mosche e non vedo l’ora di leggerlo. Ormai i consigli su questo blog per me sono una garanzia. 🙂

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