Piccoli editori con grandi idee (9)

Più passa il tempo, più mi convinco che alle case editrici indipendenti tocchi un compito tanto complesso quanto indispensabile: portare avanti progetti culturali alternativi, che magari hanno un mercato ristretto, ma che pur sempre rappresentano un’esigenza irriducibile per alcuni lettori. Di qui nasce questa serie di post che giunge alla nona puntata e dà ora voce ad Alessandro Polidoro Editore, Pietre Vive, Safarà, Wojtek.

logo PolidoroPer Alessandro Polidoro Editore ha risposto Antonio Esposito, editor
La Alessandro Polidoro Editore è nata nel 2013. Il progetto iniziale prevedeva titoli dedicati alla riqualifica e rivalutazione di questioni storiche e territoriali, approfondite in saggi e testi narrativi strettamente legati alla Campania. Dal 2016, però, presi dal desiderio di parlare a un pubblico più ampio, passando per una rinnovata veste grafica e una riorganizzazione delle collane, la casa editrice ha assunto un nuovo volto. Simbolo di questo cambiamento, per noi, è stato l’avviamento della collana dedicata ai classici, caratterizzata dal recupero di opere meno note di scrittori celebri. Finora abbiamo avuto Melville, Diderot, London, Salgari e Verne. Tra qualche mese arriverà anche Lo scarabeo d’oro di Edgar Allan Poe.
Oggi la casa editrice si occupa per lo più di narrativa. Le collane di punta sono: Perkins, quella di narrativa italiana in cui cerchiamo penne capaci di raccontare il mondo contemporaneo: dopo Doppio binario di Bruno Larosa e Io sono qui di Michelle Grillo, a maggio avremo il terzo titolo della collana: Stelle di un cielo diviso di Giuseppe Raudino, dove si racconta l’interna divisione culturale, tra greci e turchi, nell’isola di Cipro. Una storia sul nostro Mediterraneo, insomma. L’altro spazio narrativo diretto da Marco Ottaiano è I Selvaggi, dedicato alla narrativa ispanofona dove, dopo due antologie tematiche, Amapolas e Mentiras, abbiamo proposto i romanzi Big banana di Roberto Quesada e Il commensale di Gabriela Ybarra, finalista all’International Man Booker Prize. Di prossima uscita invece saranno: L’oro e l’oscurità di Alberto Salcedo Ramos, romanzo biografico sul pugile Kid Pambelé e Guayabas, antologia di voci femminili dell’attuale letteratura colombiana.
Il progetto iniziale, dei primi anni, è però ancora vivo nella collana AltroParallelo. Qui raccogliamo saggi e inchieste che parlano del nostro territorio: nella collana spiccano La vita quotidiana ai tempi di Masaniello di Nino Leone, NA K14314 di Paolo Miggiano e, ultimi arrivati, Napoli boom di Laura Cannavacciuolo, saggio sulla letteratura napoletana degli anni del boom economico da La Capria a Rea, e la riedizione de Il camorrista di Giuseppe Marrazzo, ormai un classico del giornalismo italiano.
I saggi sul territorio sono poi accompagnati da un’altra collana di saggi su media e linguaggi contemporanei che è stata inaugurata a novembre con un volume limited edition dedicato a Stan Lee e un saggio sui fumetti, Anime del visibile, di Gino Frezza, direttore della collana insieme a Lorenzo Di Paola e Mario Tirino.
I nostri libri sono distribuiti da DirectBook.

logo Pietre VivePer Pietre Vive ha risposto Antonio Lillo, editore
Pietre Vive nasce nel 2002 come associazione politico-culturale e giornalistica. Nel tempo ha subito varie trasformazioni fino a diventare nel 2013, da un’idea mia e di Roberto Lacarbonara, il progetto editoriale che è oggi. Al momento mi occupo in prima persona della maggior parte del lavoro: scelta dei testi, editing, progettazione grafica e impaginazione, rapporti col pubblico, ufficio stampa (con tutti i limiti del caso) e spedizioni. Per questo mi piace pensare che ogni nostro libro ha, per certi versi, un’identità artigianale. Assorbendo le mie passioni, Pietre Vive si occupa per la maggior parte di poesia e arte contemporanea, con alcune concessioni alla prosa; si fa inoltre promotrice di un concorso di scrittura sociale, Luce a Sud Est, in linea con la sua storia giornalistica. La nostra linea grafica, a cui diamo grande importanza, offre come elemento di innovazione la collaborazione con numerosi artisti figurativi (Pierpaolo Miccolis, Raffaele Fiorella, Pierluca Cetera, Gianmaria Giannetti e Ignazio Fabio Mazzola quelli con cui abbiamo instaurato collaborazioni più assidue). Nel 2018, grazie al contributo di Funder 35, abbiamo inaugurato quella che credo sia la prima collana di audiolibri di poesia contemporanea in Italia. I nostri testi sono reperibili presso qualsiasi libreria e online, ma potendo consigliamo sempre la vendita diretta dal nostro sito. Avendo optato per una politica di prezzi “politicamente corretti”, vendere direttamente dal sito ci offre un margine maggiore di guadagno che per realtà piccole come la nostra è sempre una boccata d’ossigeno.
Fra i nostri libri più rappresentativi segnalo: L’adatto vocabolario di ogni specie di Alessandro Silva, vincitore di Luce a Sud Est, a mio avviso fra i libri d’esordio più forti di questi anni; spatiu privat | spazio privato di Elena Vladareanu illustrato da Dan Perjovschi, nella traduzione di Gabriele Di Palma, che mi sento di indicare come uno dei nostri prodotti più belli sotto il profilo estetico quanto dei contenuti; e Topografia della solitudine di Sergio Pasquandrea, avventuroso audiolibro letto da David Riondino con chitarre di Michele Marzulli.
Di prossima uscita, invece: una intensa antologia su poesia e lavoro (titolo da definire) curata da Valeria Raimondi, con contributi di 32 autori fra cui Christian Tito, Francesco Tomada, Fabio Franzin, Francesca Del Moro, Anna Lombardo, Marco Cinque ecc.; Fiore che ssembe di Giovanni Laera, che rappresenta la nostra prima pubblicazione completamente dialettale (nella parlata di Noci); e Portholes | Oblò di John Taylor illustrato da Caroline Francois-Rubino, nella traduzione di Marco Morello, libro pluripremiato in varie traduzioni all’estero e pubblicato per la prima volta in Italia.

nuovo logo Safarà.pngPer Safarà ha risposto Cristina Pascotto, direttrice editoriale
L’attuale progetto di Safarà Editore nasce nel 2014 a Pordenone. Safarà è principalmente dedicata alla narrativa internazionale, il cui catalogo include l’opera di culto Lanark. Una vita in quattro libri dello scozzese Alasdair Gray, caposaldo delle letteratura del ’900 nella sua prima traduzione italiana, nonché il celebre Una ragazza lasciata a metà dell’irlandese Eimear McBride.
Le coordinate letterarie di Safarà sono vaste e multiformi: la casa editrice è infatti legata all’idea di letteratura come esplorazione di realtà, mondi e possibilità, e per questo nel suo catalogo è possibile trovare autori appartenenti alle aree linguistiche e alle ispirazioni più diverse, unite da una comune visione della narrazione come medium essenziale per la comprensione del reale. Dalla svedese Karin Tidbeck (Amatka) all’islandese Oddny Eir (Terreni) attraversando il Giappone di Fumiko Enchi (Onnazaka), Safarà crede in una letteratura coraggiosa, sperimentale, alla costante ricerca di forme e parole inedite che arricchiscano la vita e la letteratura, fra le quali non esiste una distinzione netta ma un confine poroso e sdrucciolevole. La trasversalità della casa editrice è simboleggiata dal libro obliquo, un gesto che, nel rivoluzionare il classico design del libro, intende manifestare la ragion d’essere della casa editrice in modo semplice e immediato.
Il progetto editoriale di Safarà vede la casa editrice impegnata su molti fronti: la pubblicazione delle opere complete di Alasdair Gray, del quale a dicembre uscirà l’atteso romanzo 1982, Janine e dello scrittore australiano Gerald Murnane, di cui pubblicherà Le pianure – recentemente indicato dal NYT come uno dei possibili vincitori del Nobel per la Letteratura.
In autunno uscirà anche l’inedito Namamiko. L’inganno delle sciamane di Fumiko Enchi, epica riscrittura della Storia di Genji, opera fondante delle letteratura giapponese.
Ad aprile uscirà invece Il buio a luci accese dell’irlandese David Hayden, un nuovo talento della letteratura irlandese definito dal «Guardian» come l’autore di un’opera “difficile da cogliere, impossibile da ignorare”.
Le collane di saggistica affrontano temi particolarmente cari alla casa editrice. Animalia indaga le relazioni tra animali umani e animali non umani alla luce delle loro infinite contraddizioni; tra le opere più significative, Noi Animali – We Animals, saggio fotografico della reporter canadese Jo-Anne McArthur divenuto un punto di riferimento imprescindibile dell’attivismo internazionale e Mangiare la terra della statunitense Lisa Kemmerer, minuziosa esplorazione degli effetti delle nostre scelte alimentari sul pianeta. La collana La mano che pensa è invece dedicata alle interconnessioni tra architettura, filosofia e scienze cognitive; tra i suoi autori più importanti, l’architetto finlandese Juhani Pallasmaa. Safarà ha recentemente pubblicato l’unica biografia di Frank Gehry, firmata dal premio Pulitzer Paul Golberger, Building Art. Vita e opere di Frank Gehry.

logo WojtekPer Wojtek ha risposto Lucio Leone, editore
Wojtek Edizioni ha da poco compiuto un anno di vita. È stato un periodo nel quale ci siamo mossi nel solco di quanto ci eravamo prefissati: solo narrativa di qualità per modellare il presente in un libro. Frammenti di contemporaneità con le voci più intense e vivide.
L’intenzione è quella di catturare non più di dieci pubblicazioni all’anno in grado di intercettare visioni dal presente, scegliendo i migliori narratori in grado di farlo con i linguaggi più diversi.
Spesso Wojtek strizza l’occhio con favore agli ambienti delle avanguardie letterarie, delle riviste letterarie online, sapendo che molte volte è lì che si annida lo sguardo più autentico. I nostri libri sono regolarmente distribuiti in tutta Italia e abbiamo canali di vendita diretta con le principali librerie indipendenti.
Tra i titoli più rappresentativi del nostro progetto ci sono senz’altro Tu che eri ogni ragazza di Emanuela Cocco, Il cadavere di Nino Sciarra scritto da Davide Morganti e Il Circo di Miranda Mellis, autrice di culto americana. Sono testi che hanno il pregio, tra gli altri, di nullificare il concetto classico di architrama, frammentandola in varie piccole sinfonie. Tramite loro, Wojtek ha percorso strade piene di gif animate a raccontare il vuoto, starnutito in una casa polverosa piena di libri straordinari e varcato la soglia per scoprire che l’aldilà è ricolmo di sorprendenti visioni.
Il titolo appena uscito è Il tempo di morire di Eduardo Savarese. Un saggio narrativo di grande valore letterario sul fine vita, tema quanto mai bollente.
Tra i nomi previsti nel catalogo del 2019 a breve usciranno Storia di un tale di Mirko Floria, romanzo che prosegue il nostro racconto sulla precarietà dei rapporti umani, e Vocabolario minimo delle parole inventate, una raccolta curata da Luca Marinelli dove gli autori più interessanti della litweb si sono confrontati con il racconto di una parola da loro inventata.
Dopo l’estate avremo tre taglienti visioni del presente, Sergio Gilles Lacavalla, Luca Mignola e Salvatore d’Ascia ci hanno dato la loro visione della realtà piena di inganni autolesionistici, cosmogonie urbane e la rinascita della magia nel buio dei ghetti africani in Italia.
Chiuderà l’anno il titolo che ne costituirà una sorta di regolamento dei conti; Teorie della comprensione profonda delle cose di Alfredo Palomba è un’immaginifica satira delle ambizioni umane, nella ricerca di un senso invisibile.

Qui trovate anche le altre interviste agli editori indipendenti:
https://giovannituri.wordpress.com/category/conversazioni-con-gli-editori/

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6 thoughts on “Piccoli editori con grandi idee (9)

  1. […] delle giurate e dei giurati di qualità delle quattro scenicchie in gara. Intanto Ciro ha parlato: qua i programmi futuri prossimi del nostro editore Wojtek. Il primo giugno uscirà il […]

  2. salomé alexandra ha detto:

    Quello che mi stupisce è che nonostante aumentino gli editori italiani e tra gli editori grandi, che non sono necessariamente grandi editori,non si trovino nei loro cataloghi nuovi geni della letteratura. Allora mi chiedo:” A cosa serviranno mai, se non scoprono almeno un nuovo autore italiano di grande levatura?”

    • Giovanni Turi ha detto:

      Be’, tra gli autori relativamente giovani di grande talento Emanuele Tonon ha esordito con la defunta ISBN, Andrea Tarabbia con Transeuropa, Giorgio Vasta con minimum fax, Giovanni Cocco con Nutrimenti, ecc.

      • salomé alexandra ha detto:

        Caro Giovanni, mi perdoni, ma quando parlo di geni, parlo di autori che hanno varcato i secoli e in tutti i paesi, non parlo di giovani talenti. Il talento non è il genio, e la differenza è un abisso. Io, uno lo conosco che ho pure tradotto, sebbene nessuno ha voluto pubblicarlo, per il solo motivo che non segue la moda ma il suo pensiero che è oltremodo pensato eppure senza sfarzo né ‘voglio fare il grandioso’. Ma per il resto, come mi hanno detto e molti alti bibliotecari e molti librai di quelli che sanno di libri: “Dopo Leonardo Sciascia, non si è più visto nessuno in Italia.” Non disperiamo, tuttavia, tengo la speranza! Bella giornata, magari con Tomasi di Lampedusa e il suo suntuoso Gattopardo! salomé alexandra

        • Giovanni Turi ha detto:

          Se varcheranno i secoli alcuni degli autori contemporanei non possiamo certo saperlo adesso, ma credo che ci sia anche molta qualità e che in essa si annidi qualche genio mi pare plausibile. Bella giornata anche a lei, magari con “Il pantarèi” di Sinigaglia, o “Works” di Trevisan, o “Il giardino delle mosche” di Tarabbia, oppure “Hotel a zero stelle” di Pincio.

          • salomé alexandra ha detto:

            O magari con Iliade, o L’uomo che ride, o Furore, o I fratelli Karamazov, o…la mia lista è lunga e magnifica, caro Giovanni. Al prossimo suo argomento che mi stuzzicherà, ci sarà, non ho l’ombra di un dubbio e nel frattempo mi auguro che qualcuno ce la farà tra quelli da lei citato, mi piace avere torto ! salomé alexandra

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