FAME di Knut Hamsun e l’ispirazione

Knut HamsunKnut Hamsun, ricevette il Premio Nobel per la Letteratura nel 1920 e aveva solo trentuno anni quando fu pubblicato Fame (nel 1890): è un breve romanzo che ha per protagonista un aspirante scrittore lacerato dal conflitto tra orgoglio e principi morali da una parte, fame e disperazione dall’altra. Il brano riportato qui di seguito, tradotto da Ervino Pocar, è tratto dall’edizione Adelphi e mostra il narratore in uno dei rari momenti di felice ispirazione.

La mattina seguente mi destai molto per tempo. Quando aprii gli occhi era piuttosto buio e solo dopo qualche tempo udii la pendola nell’appartamento di sotto, che sonava le cinque. Volevo continuare a dormire, ma non mi fu possibile; mi destavo invece sempre più e pensavo a mille cose.
A un tratto mi vengono in mente un paio di bei periodi adatti per un trafiletto o un racconto d’appendice, lampi d’ingegno abbaglianti e inauditi. Ripeto tra me le parole una dopo l’altra e mi sembrano ottime. Vi si aggiungono poi altri periodi e di botto mi trovo sveglio, mi alzo a sedere e prendo carta e matita dalla tavola dietro il letto. Come mi fosse scoppiata una vena! Una parola incalza l’altra, si allinea nell’ordine, si formano situazioni, le scene si susseguono, e azioni, botte e risposte mi sgorgano dal cervello, e mi sento invaso da un sentimento meraviglioso. Scrivo come un ossesso, una pagina dopo l’altra, senza un istante d’intervallo. I pensieri balenano così improvvisi e zampillano e scorrono così impetuosi che mi tocca lasciare da parte un monte di cose secondarie: per quanto mi affanni, non riesco a scrivere con sufficiente rapidità. Sono in preda a un turbine di idee di un’energia impetuosa: ogni parola che scrivo mi sale alle labbra spontaneamente. E quei momenti meravigliosi e benedetti durano e durano a lungo. Quando infine mi fermo e poso la matita mi trovo sulle ginocchia quindici, venti fogli pieni. Se quello che ho scritto ha qualche valore, sono salvo. Balzo dal letto e mi vesto. Il giorno si fa sempre più chiaro e luminoso. Posso quasi decifrare l’avviso della Direzione dei Fari laggiù accanto alla porta, e presso la finestra c’è già luce a sufficienza per scrivere. Mi accingo immediatamente a rifare il manoscritto in bella copia.
fame hamsunUna strana nebbia di luci e colori fluttua da queste fantasie. Sbalordito dalla lieta sorpresa rileggo i bei periodi concatenati e riconosco che è quanto di meglio abbia letto finora. Sono stordito dalla felicità, la gioia mi insuperbisce straordinariamente e mi sento di nuovo a galla. Soppeso il manoscritto sulla mano e dopo un breve calcolo lo valuto senz’altro cinque corone per lo meno. Certo a nessuno verrebbe in mente di mercanteggiare per cinque corone. Escluso. Anzi, a essere onesti bisognerebbe riconoscere che in considerazione dell’ottimo contenuto cinque corone sarebbero un prezzo irrisorio. Non accetto l’idea di cedere gratuitamente un lavoro così buono. Per quanto mi consta, racconti di questo genere non si trovano per la strada. Chiederò dunque dieci corone.

Annunci

5 thoughts on “FAME di Knut Hamsun e l’ispirazione

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Sentimenti noti che con l’avanzare delletà si affievoliscono ed è quando si usa dire che è subentrata una sana maturità. Mah…che dire?

  2. Cigarafterten ha detto:

    “Fame” di Knut Hansum è uno dei romanzi più crudi che abbia mai letto. Bellissimo, ma ogni volta che penso a “Fame” vengo preso da sensazioni forti, quasi tutte spiacevoli. E’ crudo.

Rispondi a Giovanni Turi Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...