COME OMBRA CHE DECLINA di Antonio Muñoz Molina e il fermento dell’editoria indipendente

libriUn invito a leggere Come ombra che declina di Antonio Muñoz Molina e altre opere che difficilmente spiccano in libreria

Nonostante la difficoltà di raggiungere non solo il pubblico ma anche l’attenzione della critica tradizionale, l’editoria indipendente italiana continua a dimostrare una vitalità sorprendente, di cui purtroppo sembrano dar conto soprattutto gli appassionati che gratuitamente scrivono recensioni online: a loro pare essere stata demandata la scoperta delle opere più interessanti, anche se meno chiacchierate, e forse non è allora un caso che le segnalazioni più o meno direttamente “sponsorizzate” su riviste e sporadicamente nelle trasmissioni televisive ormai non smuovano che poche copie attraverso i diversi canali di vendita.
Stilo EditricePeccato, perché ad esempio, nella nuova collana Limina, la Stilo Editrice sta dando voce alla letteratura delle periferie europee e pubblicando romanzi molto belli, come Più silenzioso dell’acqua di Berislav Blagojević (che avevo già suggerito), tradotto da Danilo Capasso, o come Accerchiamento di Carl Frode Tiller (del quale vi parlerò più diffusamente nell’intervista alla traduttrice Margherita Podestà Heir), o come Il silenzio della pietra di Filiz Özdem, tradotto da Anna Lia Proietti: libro onirico e denso che evoca le rinnegate origini armene della narratrice, affronta la ferita di un amore interrotto, ripercorre la dolcezza di alcuni rapporti parentali e la brutalità di altri.
trovare le parole_nottetempoSuggestiva è anche l’idea della nottetempo di chiedere ad alcuni scrittori di soffermarsi su temi e concetti a loro cari (la collana si chiama appunto Trovare le parole); così Walter Siti in Pagare o non pagare porta avanti un’analisi delle dinamiche più o meno occulte che regolano l’economia e delle nostre scelte di acquirenti, mente Laura Pugno con In territorio selvaggio affastella una successione di frammenti che finiscono per comporre una riflessione sul valore della letteratura (come conforto e ancor più come esplorazione) e sui confini del conoscibile (dentro e fuori di noi).
tunué_logoTunué invece continua a dar spazio alla narrativa italiana pubblicando inediti, come EST di Gianluigi Ricuperati, e ora anche con delle riscoperte, a partire da Ricrescite di Sergio Nelli, sempre sotto la direzione di Vanni Santoni. Non solo: si annuncia a breve anche una collana di narrativa straniera con lo zampino di un infaticabile traduttore e consulente editoriale, Giuseppe Girimonti Greco.
La 66thand2nd di Isabella Ferretti e Tommaso Cenci, invece, con sempre più convinzione sta affiancando alla memorialistica e alla narrativa di ambito sportivo una letteratura di indubbia qualità, che ha tra i suoi rappresentanti Antoine Volodine, di cui la casa editrice romana ha pubblicato Terminus radioso, Il post esotismo in dieci lezioni, lezione undicesima e Gli animali che amiamo, tutti tradotti da Anna D’Elia, o anche Paul Lynch con Cielo rosso al mattino e Neve nera, tradotti da Riccardo Michelucci, e Antonio Muñoz Molina, del quale ho da poco letto con grande godimento Come ombra che declina. Quest’ultimo è insieme (1) una ricostruzione minuziosa della biografia di James Earl Ray, assassino di Martin Luther King; (2) un magistrale trattato sulla scrittura e (3) un’autofiction intima e spiazzante del percorso umano e artistico dell’autore spagnolo: il risultato è un’opera densa e pregna di spunti, scritta (e tradotta da Carlo Alberto Montalto) in una prosa suadente anche quando talvolta impone un passo lento. Muñoz Molina racconta in terza persona la storia del killer e in prima la propria, andando a fondo nella menzogna che entrambi hanno messo in scena (impossibile non pensare all’Impostore di Javier Cercas), ma dalla quale lui ha saputo emendarsi rinunciando alla carriera di funzionario in nome della scrittura e intraprendendo un percorso che lo ha allontanato dalla famiglia. Seguendo il consiglio di Grazia Cherchi (incisivi i suoi articoli in Scompartimento per lettori e taciturni, minimum fax), chiudo con un paio di citazioni, anche se non è facile scegliere tra gli innumerevoli paragrafi che ho sottolineato in Come ombra che declina: «Scrivere romanzi è vedere il mondo con gli occhi di un altro, sentirlo con altre orecchie. È l’audacia di credere che si può scoprire quanto accade nel segreto della coscienza di un altro, chiunque sia, un assassino, un fuggitivo»; e molte pagine dopo: «Apri gli occhi in piena notte, al buio, e hai la sensazione di esserti risvegliato nella coscienza di un altro, di esservi rinchiuso o intrappolato, una cella di isolamento senza finestre, scontando una pena per un crimine che neanche sai qual è, anche se sai bene di non essere innocente».Come ombra che declina

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3 thoughts on “COME OMBRA CHE DECLINA di Antonio Muñoz Molina e il fermento dell’editoria indipendente

  1. L’ha ribloggato su altriterritorie ha commentato:
    Consigli per lettori attenti.

  2. natipervivereblog ha detto:

    Un grazie infinito!
    Il post è particolarmente interessante

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