NEL TERRITORIO DEL DIAVOLO – Sul mistero di scrivere, Flannery O’Connor

flannery o'connorRaramente i manuali di scrittura sono utili se non a comprendere le peculiarità della tecnica e della poetica dei loro autori. Rappresenta una preziosa eccezione questa raccolta di saggi di Flanerry O’Connor, Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, pubblicata da minimum fax con la supervisione di Ottavio Fatica. La O’Connor non solo rende conto del suo modo di intendere l’arte, ma coglie con semplicità e acume la necessità per ogni narratore di svincolarsi da dogmi di ogni tipo, di confrontarsi con la realtà e di infondere vita e verità nelle storie e nei personaggi. Riporto di seguito alcuni brani e invito a leggere questo testo non solo gli aspiranti scrittori, ma tutti coloro che vogliano comprendere cosa possa e debba essere la letteratura.

Natura e scopo della narrativa

Tra le persone apparentemente interessate a scrivere, ben poche sono interessate a scrivere bene. A loro interessa pubblicare qualcosa. […] di questi tempi, scrivere male rende assai più che scrivere bene. […] Ma non è vero che a scrivere bene non si verrà mai pubblicati. Vero è che se si vuole scrivere bene e al tempo stesso vivere bene, meglio sarebbe fare in modo di ereditare del denaro […].

La narrativa riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo fatti di polvere, dunque se disdegnate di impolverarvi non dovreste tentare di scrivere narrativa.

Può darsi non vi sia mai niente di nuovo da dire, ma c’è sempre un modo nuovo per dirlo e, dato che nell’arte il modo di dire una cosa diviene parte di quel che è detto, ogni opera d’arte è unica e richiede rinnovata attenzione.

Mi manda sempre in bestia chi insinua che lo scrivere narrativa sia una fuga dalla realtà. È invece un tuffo nella realtà ed è davvero traumatizzante per l’organismo.

Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi ma, quel che più conta, non ne legge. […] Il miglior modo per piombare nella disperazione è rifiutare ogni tipo di esperienza, e il romanzo è senz’altro un modo di fare esperienza.

Se frequentate una scuola dove si tengono corsi di scrittura, dovrebbero insegnarvi non a scrivere, ma piuttosto i limiti e le potenzialità delle parole, e il rispetto loro dovuto.

Scrivere racconti

Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non crederà a niente di quello che il narratore si limita a riferirgli. […] non è possibile suscitare la compassione con la compassione, l’emozione con l’emozione, o i pensieri con i pensieri. A tutte queste cose bisogna dar corpo, creare un mondo dotato di peso e di spessore.

Scrivere narrativa non è tanto questione di dire le cose, quanto piuttosto di mostrarle.

Quando potete stabilire quale sia il tema di un racconto, e scinderlo dalla storia stessa, allora state pur certi che il racconto non è un granché. Il significato dev’essere incorporato nella storia, calato nel concreto.

Lo scrittore di narrativa spiega il meno possibile.

Una società è caratterizzata dal suo idioma, e ignorandolo si rischia di ignorare anche l’intero tessuto sociale che rende significativo un personaggio.

NEL TERRITORIO DEL DIAVOLO, Flannery O'Connor, copertinaInsegnare letteratura

Tra le varie specie di artisti, è risaputo, lo scrittore di narrativa è il più vessato dal pubblico. […] il romanziere scrive della vita, sicché basta che uno viva per considerarsi un’autorità in materia.

Il fatto è che molti non sanno cosa farne di un romanzo, e sono convinti che l’arte debba essere funzionale, che debba fare qualcosa piuttosto che essere qualcosa. Nessuno ha aperto loro gli occhi su ciò che è la narrativa […].

Un’opera d’arte esiste indipendentemente dal suo autore non appena le parole sono sulla carta, e tanto più compiuta è l’opera, tanto meno importante è chi l’ha scritta o perché.

Il romanziere cattolico nel Sud protestante

Con le convinzioni non si scrive narrativa.

Astrazioni, formule, leggi qui non servono. Alle nostre spalle devono esserci delle storie.

È quanto hanno in comune scrittore, personaggio e lettore a permettere di scrivere narrativa.

Aspetti del grottesco nella narrativa del Sud

Fondamentalmente, tutti i romanzieri sono esploratori e descrittori del reale, ma il realismo di ciascun romanziere dipenderà dalla sua idea dei limiti estremi della realtà.

Lo scrittore di narrativa e la sua terra

Laddove si ha ancora fiducia nell’artista, non si guarderà a lui per avere sicurezze.

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8 thoughts on “NEL TERRITORIO DEL DIAVOLO – Sul mistero di scrivere, Flannery O’Connor

  1. MarianTranslature ha detto:

    validissimi punti che fanno riflettere sia gli scrittori (o aspiranti tali) che i lettori.

  2. Gloria ha detto:

    Ho avuto il piacere di leggere questi saggi di Flanerry O’Connor e sono davvero un’ottima riflessione per gli scrittori e per i lettori che vogliono sviluppare un punto di vista critico! Grazie per questo articolo.

  3. renzo favaron ha detto:

    Dico solo una cosa: tutti i racconti di F. O’Connor sono contemporaneamente pensieri ed esempi sull’arte di scrivere. Leggerla è come toccare con mano cosa sia la scrittura.

  4. Amanda ha detto:

    Grazie per la segnalazione Giovanni

  5. Ma.Ma. ha detto:

    Ops.. l’avevo confuso per un manuale. In ogni caso ti ringrazio per avermi fatto scoprire questo libro: già ordinato, lo leggerò quanto prima.

  6. Ma.Ma. ha detto:

    PS: mi sono permessa di condividerlo sul mio profilo fb.

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