Scaffale editoria indipendente

pubblicazioni recenti editoria indipendenteDa qualche mese sto dando spazio e voce ai protagonisti dell’editoria indipendente con ancor più frequenza che in passato: in questo post vi presento in poche righe alcune delle loro recenti pubblicazioni, che ho letto ma non ho poi recensito. Se sarete anche voi a Più libri più liberi (Roma, 6-10 dicembre), la fiera della piccola e media editoria, avrete l’occasione di sfogliarle – prima o dopo esser passati a salutarmi allo stand C03 di TerraRossa Edizioni.

Congo Square di James Baldwin, Fandango (traduzione di Sara Antonelli)
Ricordi di infanzia di Baldwin che si concentrano sulla sua percezione, all’epoca ancora confusa, dell’esclusione dei neri dalla vita pubblica statunitense e dalla rappresentazione della realtà offerta dal cinema degli anni ’30. Incisiva e densa la prefazione di Édouard Louis sulla necessità ancora attuale di una controcultura che ponga attenzione e dia dignità agli emarginati.

Di notte di Mercedes Lauenstein, Voland (traduzione di Elisabetta Dal Bello)
La narratrice è una giovane ragazza che vaga di notte per Monaco per intervistare gli insonni e farsi raccontare le loro vite, approfittando della confidenza che talvolta il buio, il silenzio, l’estraneità agevolano. Sono dunque i venticinque autoritratti che personaggi irregolari, o in una fase di disorientamento, le concedono insieme alla possibilità di sentirsi meno sola e di riconsiderare la propria eccentricità. Esordio interessante di una giovanissima autrice (è nata nel 1988).

Il punto esclamativo a cura di Roberto Alessandrini, EDB
Tre racconti all’insegna del divertissement letterario che hanno per soggetto la grafica e la comunicazione: Il punto esclamativo di Anton Čechov, in cui un impiegato si tormenta sul corretto utilizzo della punteggiatura; La lettera U di Iginio Ugo Tarchetti, il cui protagonista comincia a manifestare un’irragionevole fobia verso la lettera “u”, con conseguenze disastrose per la propria esistenza; Regi impiegati di Emilio De Marchi, che con ironia mostra come un messaggio possa esser travisato nel passaggio di ufficio in ufficio.

La fine dei vandalismi di Tom Drury, NN (traduzione di Gianni Pannofino)
Da inizio novembre in libreria c’è anche A caccia nei sogni, secondo volume di questa trilogia, La fine dei vandalismi è invece il primo. Lo sceriffo Dan, la sua compagna Louise e il suo sbandato ex marito Tiny, insieme alla comunità in cui vivono, sono i protagonisti di queste storie, comuni e in quanto tali verosimili e significative; ordinaria, ma non banale, è anche la scrittura. Drury osserva il paesaggio e gli uomini e ne delinea stagioni ed emozioni con delicata partecipazione, senza fare tuttavia concessioni al sentimentalismo.

L’arte della fuga di Fredrik Sjöberg, Iperborea (traduzione di Fulvio Ferrari)
È la biografia romanzata di un’artista talentuoso ma convenzionale, Gunnar Widforss, nella quale Sjöberg alterna indagine, curiosità e autofiction. A differenziare lo stile di quest’autore da quello di Carrère o di Cercas, che pure hanno condotto operazioni letterarie simili, sono la capacità affabulatoria e la sua predilezione per gustosi aneddoti che si discostano dalla traccia narrativa principale.

Non dite che non abbiamo niente di Madleine Thien, 66thand2nd (traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini)
Nel tentativo di conoscere la biografia del padre, morto suicida, la narratrice ripercorre la saga di una famiglia di musicisti a lui legata che dalla metà del ’900 giunge agli esaltanti e poi terribili giorni dell’89 in piazza Tienanmen. Nonostante i fiabeschi personaggi, sono pagine intrise di sofferenza, quella di un popolo sottomesso all’arbitrio di una folle dittatura, ma anche di orgogliosa resistenza, di musica e di poesia: quella di Madleine Thien è una scrittura dall’incedere lento, eppure delicata, lirica e implacabile nella dolorosa ricostruzione storica.

Piano Americano di Antonio Paolacci, Morellini
Il romanzo è tripartito in filoni che si intrecciano sino al cortocircuito finale: nel primo l’alter ego dell’autore sta per diventare padre e, stanco del meschino mondo editoriale, ha deciso di smettere di scrivere; nel secondo viene illustrata l’ideazione dell’ultima opera alla quale si stava dedicando, Piano Americano, e ce ne vengono presentati i protagonisti e gli sviluppi; nel terzo prevalgono le considerazioni politiche, sociologiche e di critica cinematografica. Opera insolita che combina narrazione, analisi e invettiva.

Sui passi di Francesco di Diego Fontana, Ediciclo
È il resoconto di due percorsi (entrambi laici): uno fisico, da La Verna ad Assisi a piedi, l’altro interiore, di riappropriazione e rieducazione del proprio sguardo e del corpo, di allontanamento da un ambiente (Milano) e da un lavoro (come pubblicitario) che non davano più alcuna gratificazione al narratore. Si bilanciano dunque cronaca di viaggio, sketch, riflessioni, e non manca mai una certa ironia, che si manifesta soprattutto nella creazione di un bestiario immaginario. Lettura adatta agli escursionisti ma anche agli esploratori dei generi ibridi e agli insoddisfatti della propria quotidianità multimediale.

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3 thoughts on “Scaffale editoria indipendente

  1. MB ha detto:

    Molto interessante, ma tra le varie case editrici citate non vedo Morganti Editori che tra gli indipendenti sono tra quelli ‘grandi’ che hanno sofferto per certe politiche editoriali da poteri occulti, riducendosi per un periodo. Io leggo i loro libri, sono molto ben curati, ultimamente li ho visti in netto rilancio. Li consiglierei 🙂

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