Piccoli editori con grandi idee (5)

Per la rubrica dedicata all’editoria intraprendente (ops… volevo dire indipendente!), ecco a voi add, Corrimano, Ediciclo e Lindau.

Per add editore ha risposto Stefano Delprete, editor
Add editore nasce a Torino nel 2010; nel 2014 c’è stato un cambio di proprietà e, da allora, gli editori sono Francesca Mancini e Paolo Benini.
Ci occupiamo di saggistica divulgativa, dedicandoci soprattutto a temi sociali, di attualità e ai grandi argomenti del nostro tempo. In più abbiamo una collana dedicata all’Asia che esplora e racconta in diverse forme (dal saggio, al reportage, al fumetto…) quei luoghi del mondo con cui, sempre di più, ci stiamo confrontando. Altra collana è Incendi, in cui chiediamo ad alcuni autori di raccontare la propria passione.
Abbiamo un occhio di riguardo allo sport e ci piace pubblicare biografie dei campioni che lo sono anche fuori dal campo. Gli ultimi titoli di questa collana sono Giorni di grazia di Arthur Ashe e Coach Wooden and me di Kareem Abdul-Jabbar, due grandi che hanno segnato non solo la storia della loro disciplina, ma che sono riusciti a lasciare un segno nelle grandi battaglie per i diritti civili.
Da circa un anno ci siamo aperti anche alla graphic novel e comunque al libro illustrato (abbiamo pubblicato la trilogia a fumetti Una vita cinese di Li Kunwu e Philippe Otie) e da pochi giorni è in libreria il reportage fotografico dal titolo La crepa nato dal lavoro di un fotografo, Carlos Spottorno, e un reporter, Guillermo Abril. Insieme hanno raccontato l’Europa visitando le sue frontiere e i luoghi in cui si confrontano popoli, genti e culture. Un libro che parla di migrazioni, accoglienza, respingimenti e che vuole raccontare quale Europa stiamo costruendo e pensando. Sempre parlando di illustrati, a marzo uscirà L’Atlante delle frontiere di Bruno Tertrais e Delphine Papin, un libro che parte dalla geografia del nostro mondo per tracciarne la storia, raccontando i confini (quelli veri ma anche quelli nelle nostre teste) e farci ragionare su concetti come identità, appartenenza, confine. Il libro avrà una bellissima prefazione di Marco Aime.
Un’altra collana che ci rende riconoscibili è quella degli Esclamativi, quella che ha ospitato in nostro best seller più noto, Indignatevi! di Stephane Hessel che, uscito nel 2011, è ormai un piccolo classico della contemporaneità. L’anno prossimo gli Esclamativi avranno una nuova uscita, un pamphlet del nostro autore Shady Hamadi dal titolo Islam, la rabbia, la paura. Sono piccoli libri, per dimensione e numero di pagine, che però portano con sé grandi contenuti e hanno come intento quello di alimentare un dialogo, dare il via a un confronto di idee e pensieri.
Il nostro catalogo conta circa 120 titoli (lo trovate qui, insieme al nostro blog spazio B) e ogni anno cresce di una ventina di novità. Cerchiamo di lavorare nel tempo sui nostri titoli, seguendoli a lungo dopo l’uscita. Crediamo che per un piccolo-medio editore sia indispensabile pensare al libro come qualcosa che dura, al di là del concetto di novità e di durata in libreria. Siamo distribuiti da Ali e i nostri titoli sono disponibili in tutte le librerie italiane.

Logo Corrimano EdizioniPer Corrimano ha risposto Francesco Romeo, coeditore
Corrimano discende da Corri, Coniglio di John Updike (trasformando un’allitterazione in una parola composta e manifestando simpatia per l’idea o suggestione di una scrittura vivace, dinamica, non nemica della flemma ma più amica del temperamento elettrico, vibrante). John Updike è uno scrittore magnifico che è trascurato per lo più per ragioni ideologiche. Corrimano aspira a essere immune dall’ideologia che si sovrappone allo sguardo estetico. Le due sillabe centrali della parola “corrimano” formano la parola “rima”. La visione di una fibra o traccia poetica che si nasconde nella prosa è una visione che piace festeggiare.
Cerchiamo autori che sanno meditare sulla Forma. Come dice Danilo Kis, la forma è ciò che è scritto. Non ci interessa l’“accreditamento” che deriva dai temi trattati, dalla iniezione di importanza della sociologia, della cronaca, dell’impegno politico e simili erogatori. Ci interessano le concordanze, le corrispondenze, le varianti, le biforcazioni, le sfumature, le obliquità, le alternanze. La potenza del linguaggio. Il ritmo. Ma ci interessano anche il sentimento e la speculazione. Ci preme quello che a proposito della forma dice Gottfried Benn (vado a memoria): il metodo per rendere concreta una voce personale. L’“individualità” di uno scrittore per molti è una allucinazione o una nozione senza consistenza, per noi è il contrario. Ci piace pensare che leggendo i nostri scrittori un lettore possa immaginarseli perfino fisicamente (non importa, è chiaro, che “indovinino” ma appunto la congettura, il suggerimento che viene dal mistero e dalla specificità della loro voce, del loro punto di vista, del loro atteggiamento verbale ed espressivo).
Ci interessano le immagini. Siamo contrari alla tendenza attuale a mettere in questione le metafore. Ma in generale i nostri autori sono degli iconolatri. Una delle “manie” di Corrimano è quella per i luoghi, lo spazio, le atmosfere visive. Set point. Potremmo dire con una pacca sulla spalla di Woody Allen.
Uno dei nostri fari è quella frase di Witold Gombrowicz: “La facilità, un inferno peggiore dell’inferno”. Il che non esclude affatto, anzi il contrario, l’amore per la chiarezza, la chiamata diretta del lettore, la vocazione a divertite o commuovere.
Tra i nostri titoli segnaliamo:
La tua presenza è come una città di Ruska Jorjoliani. Un libro che è stato ammirato da alcuni degli scrittori italiani di maggior classe e acutezza critica. Un taccuino di appunti in forma di romanzo sulla Russia della letteratura e la Russia delle persone e dei regimi. Un paesaggio espressivo molto vario. Un inizio con la veste di glossario (parole chiave che poi si sprigioneranno per il racconto) che già rivela il tocco prelibato della scrittrice.
Per me scomparso è il mondo di Emiliano Ereddia. Un romanzo con una struttura “bifocale” in cui ogni frase è un battito, uno “scatto”, uno sguardo acceso. Un romanzo effervescente e ponderatissimo che scava implacabile ma come fosse una cosa da niente, senza ostentazione, fino in fondo. L’autore ha scritto anche una sceneggiatura che ha vinto il premio della critica al New York Film Festival.
Opus metachronicum di Sonia Caporossi. Una raccolta di racconti in forma di monologhi riguardanti grandi personaggi della storia, della filosofia, dell’arte e della letteratura, tra cui Pasolini, Curione, Van Gogh, Erostrato, Jack lo Squartatore, Proust, Dorian Gray.
Cacciatori di notte di Filippo Tuena. Una ripubblicazione dopo 20 anni di un romanzo di genere che riflette anche sul tempo e sull’identità e allora elogiato da Giuseppe Pontiggia.
I canti del Mid-America di Sherwood Anderson. Una raccolta di “poesie in prosa” dello scrittore punto di riferimento di autori come William Faulkner e Saul Bellow.
Nulla da ridire di autori vari. Una raccolta di riscritture in cui sei autori (Antonella Cilento, Marco Cubeddu, Emiliano Ereddia, Christian Raimo, Carola Susani, Filippo Tuena) hanno rielaborato pagine di capolavori della letteratura come l’Eugenio Onegin di Puškin o Bartleby lo scrivano di Melville o Il monaco nero di Čechov.
A breve ci sarà il varo della collana di saggistica.

logo ediciclo editorePer Ediciclo ha risposto Lorenza Stroppa, coordinatrice editoriale
Ediciclo nasce durante un’escursione nell’estate del 1985, quando tre amici si sfidano in bicicletta sul passo dello Stelvio. Arrivati in cima dopo l’interminabile salita, stanchi ma felici, negli occhi la passione per un mezzo leggero e umano, uno di loro lancia l’idea di trovare un modo di condividere la gioia provata. Perché non un libro, una guida per ripetere l’impresa, che metta in sella altre persone in cerca di emozioni? Da lì al primo volume stampato il passo è breve. Nell’autunno del 1987 esce Salite del Triveneto. Guida per il ciclista. Volume 3, che, con quel numero finale, dà vita a un involontario lancio di marketing, perché tutti si chiedono “Ma… e l’uno e il due?”. Il libro copre un buco nella produzione editoriale italiana, e si conquista subito spazio e lettori in libreria. Gli amanti della bicicletta finalmente hanno trovato pane per i loro denti.
Alla prima guida ne seguono presto altre, e la casa editrice a poco a poco comincia a pedalare. Oltre alle guide inizia a dedicarsi anche ai manuali e dal 2002 si apre alla letteratura di viaggio con il primo reportage a pedali, firmato da Emilio Rigatti. La strada per Istanbul racconta la sua impresa in bicicletta da Trieste alla capitale turca con gli amici Paolo Rumiz e Francesco Altan. Viene presentato al festival di Mantova, riceve il premio Albatros per la letteratura di viaggio ed Ediciclo riceve sempre più consensi e simpatie, la stampa elogia l’originalità e la qualità della piccola realtà editoriale vicina a Venezia e, dalla angusta stanza ufficio degli esordi, la casa editrice acquista una propria sede e un magazzino e aumenta la forza lavoro. Nuove idee e fermenti portano ad accogliere l’inserimento di temi come l’escursionismo e il camminare. Autori come Margherita Hack, Enrico Brizzi, Claude Marthaler, Paolo Nori, Wu Ming 2 firmano nuovi libri ed Ediciclo festeggia il suo ventennale con un festival dedicato al viaggio in bicicletta: Ciclomundi.
Si progettano nuove avventure e, in quest’ottica, nel 2010 viene scoperta l’originale collana francese Piccola filosofia di viaggio della casa editrice Transborèal. Ediciclo ne acquisisce i diritti per pubblicarne i libri e replicarne il format in Italia. Titoli come Il sussurro degli alberi, L’arte di perdere tempo, La vocazione di perdersi conquistano per la loro simpatia e originalità, e vengono amati da librai e lettori.
Nel 2013 viene inaugurata Battiti, una collana illustrata da Riccardo Guasco dedicata alla narrativa che declina i grandi temi della realtà editoriale veneta: la bicicletta, il camminare, la montagna, lo sport; al suo interno trovano posto autori come Roberto Piumini, Sergio Valzania, Michele Marziani.
Nell’estate del 2016 comincia una nuova collaborazione, quella con la casa editrice tedesca Rother, per la pubblicazione in Italia di guide dedicate a percorsi a piedi (in modo particolare ai grandi cammini, quello di Santiago, la Via Francigena…). Nell’autunno dello stesso anno Ediciclo arricchisce il suo catalogo con una nuova proposta letteraria, La Biblioteca del Viandante, nuova collana dedicata al camminare diretta da Luigi Nacci e illustrata dal ciclista illustratore Fabio Consoli.
Il 12 ottobre 2017 Ediciclo compie trent’anni e li festeggia regalandosi un sito tutto nuovo, con un design essenziale e un approccio smart, agile e veloce, dove recuperare tutte le informazioni sui propri libri o sugli eventi organizzati dalla casa editrice. Nonostante il tempo trascorso continua a scegliere e a lavorare i propri libri con un approccio appassionato e artigianale, ponendo la qualità e la creatività al centro di tutto. Francesco Tullio Altan, che ha illustrato molte delle copertine del catalogo, ormai un amico a pedali della casa editrice, ha scritto in una vignetta che il ciclista “porta a spasso il bambino che è in lui”.
Ediciclo cerca di fare questo, di aiutare ciclisti e viandanti a portare a spasso il proprio bambino, pubblicando libri per pedalare e camminare liberi.

logo-lindauPer Lindau ha risposto Ezio Quarantelli, direttore editoriale
Almeno in apparenza il nostro progetto editoriale è molto cambiato nel corso del tempo (Lindau è stata fondata nel 1989!). Per molti anni abbiamo pubblicato soltanto saggistica e manualistica. Per un po’ ci siamo in particolare concentrati sulle arti visive e soprattutto sul cinema, ma successivamente abbiamo dato spazio all’attualità politico-culturale, alla storia, alla spiritualità. Poi è arrivata (è tornata? Ne abbiamo pubblicata anche nei primi anni Novanta) la narrativa, con registri diversi, dai più nobili a quelli adatti a un piacevole intrattenimento.
Di volta in volta ci hanno identificato come una casa editrice laica e di avanguardia, conservatrice, islamofobica, collusa con la Massoneria, cattolica, alternativa, ecologista. È stato divertente sentirsi affibbiare in rapida successione tante etichette diverse e contrastanti.
In realtà, c’è un filo (rosso? nero? azzurro? verde?) che collega molte nostre scelte e suggerisce una lettura meno superficiale del nostro lavoro. In tutti questi anni abbiamo cercato di dare spazio a punti di vista diversi, quasi sempre controcorrente rispetto all’opinione dominante.
Purtroppo viviamo in un paese di straordinario conformismo, dove i piccoli e i grandi editori fanno all’incirca lo stesso lavoro (eresia!), gli intellettuali hanno poche idee ma confuse, pericolosamente simili (doppia eresia!!), e giornali, televisioni e blog si assomigliano tutti (tripla eresia!!!).
Naturalmente, ogni generalizzazione è pericolosa e un po’ sciocca, ma vorrei conservare il gusto (e la pratica) di una sana provocazione.
Quindi, in sintesi, il nostro progetto editoriale è di essere contro: i luoghi comuni, i pregiudizi, le ipocrisie, le idee forse belle ma astratte, i pensieri non pensati e tutto quello che fa sentire intelligenti, generosi e democratici, a spese degli altri.
Quali sono i nostri titoli più rappresentativi? Questa è una domanda davvero difficile. Ci rappresentano i libri di Stark (grande demolitore di luoghi comuni e pregiudizi: sulle crociate, sulla caccia alle streghe ecc. ecc.), quelli di Mircea Eliade (con un dubbio passato piuttosto destrorso), quelli di Thomas Merton (il grande mistico, molto amato anche dalla sinistra cattolica), quelli di Alan Watts (studioso e praticante di molte religioni), quelli di Wendell Berry (cantore di un America rurale e della vita delle piccole comunità), quelli di Lalla Romano (algida distillatrice di storie)… ma questi sono soltanto esempi. Ogni libro ci rappresenta un po’ se esprime un’idea forte, originale, possibilmente fuori dal coro. Ma, a proposito di idee originali, lasciate che richiami una delle ultime uscite, un capolavoro (a detta di tutti) della letteratura irlandese: Parole nella polvere di Máirtín Ó Cadhain. È ambientato in un cimitero e a parlare sono i trapassati. È brillante e divertente e fa passare la voglia di morire.

Qui trovate anche le altre interviste agli editori indipendenti:
https://giovannituri.wordpress.com/category/conversazioni-con-gli-editori/

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