MATERIA PRIMA di Jörg Fauser, recensione

jörg fauser Materia PrimaFinalmente pubblicato dall’Orma Editore il capolavoro della controcultura tedesca di Jörg Fauser, Materia prima

Desta meraviglia il fatto che l’ottima traduzione di Daria Biagi per l’Orma Editore sia la prima in italiano di Materia prima di Jörg Fauser, un sorprendente classico della letteratura underground europea, pubblicato in Germania nel 1984.
Si tratta un’irriverente traversata della controcultura tedesca tra gli anni ’60 e ’70, tra velleità politiche e sperimentazioni letterarie, sesso facile e dipendenze d’ogni tipo; il protagonista, Harry Gelb, si lascia coinvolgere in ogni impresa spinto da uno spirito contestatario e da influenze anarchiche, ma alla fine il suo è un bilancio sconsolato: «Le rivoluzioni erano un imbroglio. Una classe dominante veniva sostituita da un’altra, mentre l’apparato culturale forniva editoriali, penetranti pezzi d’opinione, terze pagine, propaganda, slogan». Finisce allora per fregarsene di tutto e tornare ciclicamente a stordirsi prima con le droghe, poi con l’alcol, passando da un lavoro precario all’altro (magazziniere, redattore, vigilante…). Eppure il suo è un racconto sì amaro, ma non disperato, perché c’è sempre il calore di una donna (o anche più d’una) a tenerlo vivo e poi Harry ha scoperto la sua vocazione: «A diciotto anni, dopo due fugaci infatuazioni per la politica e per la religione, mi era già chiaro che fare lo scrittore sarebbe stato per me l’unico modo di scrollarmi di dosso l’apatia, e magari addirittura di combinare qualcosa nella vita» – che quest’ambizione comporti soprattutto un supplemento di frustrazioni è tutt’altro discorso: «L’unica differenza tra le piccole e le grandi case editrici mi sembrava essere che i no di quelle grandi arrivavano prima, e quelli delle piccole suonavano più incerti».
Materia prima-Fauser-l'Orma-copertinaC’è molto della vita di Jörg Fauser che si riflette in quella del protagonista e delle sue letture a sedimentare in Materia prima, da Bukowski a Miller, da Burroughs a Kerouac: il risultato è un romanzo dallo stile incandescente e senza censure e, sebbene proceda per episodi che si susseguono come la vita stessa di Harry Gelb, capace di avvincere il lettore con un ritmo irrefrenabile e con le armi dell’ironia e della polemica. Un plauso sincero dunque alla traduttrice (che firma anche l’interessante postfazione) e all’Orma Editore (che continua a dar spazio nella collana Kreuzeville Aleph a scrittori francesi e tedeschi di indubbio talento).

Qui l’intervista a Lorenzo Flabbi, coeditore dell’Orma:
https://giovannituri.wordpress.com/2015/10/06/intervista-a-lorenzo-flabbi-su-annie-ernaux-e-lorma-editore/

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4 thoughts on “MATERIA PRIMA di Jörg Fauser, recensione

  1. albertocarollo ha detto:

    Bella recensione, non conoscevo Fauser. Il romanzo mi pare intrigante: mi piacerebbe leggerlo e scriverne.

  2. Roberto Concu ha detto:

    Arrivato stamattina insieme a Angeli minori di Volodine. Ti farò sapere. 🙂

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