Quali libri leggere quest’estate? Ecco alcuni suggerimenti e la sesta pagella

quali libri leggere quest’estateGrazie all’insonnia riesco a tenermi abbastanza aggiornato sugli ultimi libri pubblicati (anche se molti, troppi, sono ancora in lista d’attesa); ve ne consiglio alcuni, con i quali magari trascorrere le vacanze: Cielo rosso al mattino di Paul Lynch, Contea inglese di Silvio D’Arzo, Del dirsi addio di Marcello Fois, Il monastero di Zachar Prilepin, Il sovrano delle ombre di Javier Cercas, Potrebbe trattarsi di ali di Emilia Bersabea Cirillo, Una coltre di verde di Eudora Welty, Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino e aggiungo anche il secondo numero di «The FLR – Desire/desiderio». Chiaramente, potreste leggerli anche in autunno o quando vi pare, intanto però prendete nota.

Cielo rosso al mattino, Paul Lynch, 66thand2nd (traduzione di Riccardo Michelucci)
È la storia di Coll Coyle, un colono che uccide involontariamente un uomo ed è costretto ad abbandonare i suoi cari e fuggire; ma attraversare l’Irlanda rurale di inizio ’800, e poi l’Atlantico, non gli basterà a seminare i suoi spietati inseguitori. Al di là della vicenda avvincente e in pieno stile western (tra Cavalli selvaggi di McCarthy e Django di Tarantino), a irretire sono la scrittura sensoriale di Lynch e la sua abilità nel far assorbire dalla narrazione i discorsi diretti e le riflessioni dei personaggi, senza mediazioni a eccezione di quattro riuscite intrusioni (segnalate dal corsivo) di un narratore interno: la compagna del protagonista. Romanzo di genere, dunque, che sconfina nella letteratura senza etichette o distinzioni. Voto: 8-

Contea inglese – Autoritratto dello scrittore da lettore, Silvio D’Arzo, Corsiero Editore
Una raccolta di saggi che evidenziano la predilezione per la letteratura inglese di Ezio Comparoni, che soleva firmarsi Silvio D’Arzo. Tra gli autori presi in esame vi sono Conrad, Defoe, Hemingway, James, Kipling, Lawrence, Stevenson: a tutti il suo approccio è molto emotivo, ma non privo di acume, così come il suo periodare è ampio e sostenuto, ma non senza grazia. La pubblicazione, ottimamente curata da Andrea Casoli, include inoltre tre pregevoli racconti: Il primo libro, che riporta turbamenti, aspettative e ricordi di un giovane poeta esordiente; Prefazione a Nostro lunedì di Ignoto del XX secolo, che ha per protagonista un giovane letterato nel passaggio da ciò che precede a ciò che segue la Seconda guerra mondiale; Una storia così che mette in scena tutti insieme alcuni dei più celebri personaggi della letteratura per ragazzi. Voto: 7,5

Del dirsi addio, Marcello Fois, Einaudi
Ci sono un bambino scomparso, un commissario che segue il caso, alcuni colpi di scena, ma la vera indagine del romanzo è quella sulla complessa ambiguità delle relazioni umane: tra padri e figli, tra uomini (e donne) che si amano, tra colleghi. Fois è uno scrittore di qualità, anche se a tratti prevale il mestiere sulle ragioni narrative, come per la suddivisione del romanzo in quattro parti (terra, fuoco, acqua, aria), che talvolta determina efficaci suggestioni, talaltra qualche forzatura. Voto: 7

Il monastero, Zachar Prilepin, Voland (traduzione di Nicoletta Marcialis)
Attraverso le vicissitudini di un incosciente e spavaldo ventisettenne recluso, Prilepin ricostruisce il sistema organizzativo e la quotidianità negli anni ’20 del secolo scorso nel campo di lavoro delle isole Solovki, dove aveva sede un antico monastero; qui trovano espressione l’utopia di forgiare l’uomo nuovo, gli strascichi della violenza rivoluzionaria russa e la naturale inclinazione alla crudeltà di chiunque detenga un qualche potere. Il risultato è un monumentale e legittimamente ambizioso romanzo storico, colto e picaresco; unico limite: la sovrabbondanza delle sue oltre 800 pagine. Voto: 7,5

Il sovrano delle ombre, Javier Cercas, Guanda (traduzione di Bruno Arpaia)
Torna il tema dell’ingombrante passato franchista della Spagna, ripercorso per comprendere le ragioni che spinsero un giovane prozio di Cercas ad aderire alla Falange e a morire in guerra per una causa sbagliata; consueta anche la tecnica narrativa che alterna la ricostruzione dell’indagine dell’autore a quella della biografia del protagonista. Un po’ più retorico e manierato di altri suoi romanzi (L’impostore, per esempio), comunque suadente e incisivo. Voto: 7-

Potrebbe trattarsi di ali, Emilia Bersabea Cirillo, L’Iguana editrice
Sette racconti che attraversano l’universo femminile in quel periodo, tra età adulta e vecchiaia, in cui diventa inevitabile fare bilanci e si sono ormai accettate le proprie debolezze, in cui alla conflittualità tra donne si sostituisce la complicità. La scrittura è quella di un’autrice dotata e consapevole dei propri mezzi, che pecca soltanto, in alcuni passaggi, di introdurre la propria prospettiva morale nell’universo narrativo. Molto bello, in particolare, Come si fa a dire se, che è anche un omaggio ad Alice Munro. Voto: 7+

«The FLR – Desire/desiderio», numero 2, a cura di Alessandro Raveggi
Non è propriamente un libro, ma una rivista costituita da racconti e liriche che declinano liberamente un tema: dopo “invasione” nel primo numero, è stato scelto “desiderio”, selezionando anche in questo caso alcune tra le penne più interessanti del nostro panorama letterario. La qualità dei testi, proposti anche in traduzione inglese, è alta; volendo indicarne almeno un paio, segnalo Sfere di Alessandra Sarchi e 17000000 di parole di Edgardo Franzosini. Voto: 7+

Una coltre di verde, Eudora Welty, Racconti Edizioni (traduzione di Vincenzo Mantovani e Isabella Zani)
Racconti ambientati nell’America rurale e maestosa di inizio ’900, intrisi di malessere e rassegnazione, eppure scritti con un’apparente leggerezza che si manifesta soprattutto nei brillanti dialoghi. C’è qualcosa del sentimento vago e inquieto che attraversa la scrittura della Woolf, ma non sempre una pari capacità di penetrazione della realtà e dei personaggi. Spiccano Clytie, che ha per protagonista una famiglia in cui ha attecchito il germe della follia, e Un sentiero battuto, resoconto del faticoso viaggio di un’anziana donna di colore. Voto: 7

Vita e morte delle aragoste, Nicola H. Cosentino, Voland
Sarebbe la storia abbastanza comune di un legame esclusivo e sul come si diventa adulti, se non fosse che Antonio la racconta cedendo il ruolo di protagonista al suo bislacco amico, Vincenzo, così come ha fatto nella vita; ma la sua maestria – o meglio, quella di Cosentino – è soprattutto nel dosare attese e anticipazioni in un susseguirsi non progressivo né unidirezionale di sbalzi temporali, dichiarati già nei titoli dei diversi capitoli. Un bel romanzo agrodolce che suggerisce di tenere d’occhio questo giovane autore (nato nel 1991). Voto: 7+

Qui anche le altre pagelle pubblicate su Vita da editor:
https://giovannituri.wordpress.com/tag/pagella/

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