Come proporre un manoscritto: la sinossi e la biografia

come-proporre-un-manoscritto-sinossi-e-biografia_edward-hopper-office-at-nightA meno che non gli sia stata richiesta una scheda di valutazione (e venga pagato per farla), è probabile che un professionista dell’editoria dedichi a ciascun manoscritto solo un’attenzione limitata, per cui è fondamentale che il modo in cui gli viene proposto sia quello giusto: potrebbe influire sul suo approccio all’opera, fermo restando che, se non viene incuriosito dalle prime pagine e da quelle a campione con cui ne saggerà la caratura, difficilmente deciderà di leggerlo integralmente (concedendogli due-tre-quattro giorni, quelli che occorrono insomma). Ecco alcuni consigli per scrivere efficacemente sinossi e biografia.

Sinossi
Si tratta di una breve presentazione del testo, e breve vuol dire appunto non più di una cartella (2000 battute circa), altrimenti si fa prima a saggiare direttamente l’inedito. [Sembra scontato, ma ne ho viste alcune lunghe sino a cinque-sei cartelle.]
Occorre essere chiari perché, se già è incomprensibile il modo in cui ricostruite la trama e giustificate le scelte stilistiche, si inizia a dubitare delle vostre capacità autoriali ancor prima di cominciare a leggere il manoscritto. [Dopo aver riletto una mail di presentazione tre volte e aver provato a fare l’analisi logica per ricostruire il senso dei periodi, è difficile resistere alla meschina tentazione di cestinare subito tutto.]
Evitate i refusi. È chiaro che non sono necessariamente indice di ignoranza, ma di sciatteria sì e non è il miglior biglietto da visita. [Piuttosto che affibbiare il vostro inedito a partner, amici, conoscenti e followers, che forse non hanno tempo e voglia di leggerlo tutto, perché non chiedete loro di dare un’occhiata alla sinossi e al testo della mail di presentazione?]
Non abbiate paura di svelare i colpi di scena e/o di genio: non state scrivendo una quarta di copertina o una scheda promozionale per un potenziale acquirente, ma illustrando a un tecnico il meccanismo che sta per analizzare. Se come Faulkner, ad esempio, state dando voce a un disadattato e lo si intuisce solo nel finale, è bene rivelarlo: l’editor apprezzerà il virtuosismo, la capacità mimetica, senza sospettare che siate voi ad avere qualche disturbo. [Se avete già vinto il Premio Nobel per la Letteratura, potete non tener conto di questo paragrafo.]
Indicate se vi siete ispirati ad altri autori e opere: questo consentirà a chi vi valuta di inquadrare subito il contesto letterario di riferimento del vostro inedito, di cogliere rimandi anche a testi che magari non conosce direttamente. [Se il vostro è un plagio il discorso, come potete intuire, è molto diverso.]

Biografia
Considerate che non vi state candidando a presiedere una qualche accademia, per cui limitatevi all’essenziale. [Per dire: se avete frequentato un corso di arti marziali, fatto il bagnino tutte le estati della vostra adolescenza o partecipato a un convegno per la riqualificazione degli impianti industriali dismessi, e tutto questo non ha alcuna pertinenza con quanto avete scritto, potete ometterlo.]
In linea di massima quel che può interessare a un editor è il vostro curriculum letterario, ossia se avete già pubblicato altre opere (e con quale editore) e/o collaborato con periodici e blog culturali. Attenzione però, fate a meno di millantare:
– Premi letterari secondari. [Che vi siate aggiudicati la prima e unica edizione di un premio istituito da un comune sperduto sull’Appennino, non crea molta aspettativa.]
– Amicizie fraterne con altri scrittori. [Il fatto che vi abbiano impunemente aggiunto ai loro contatti su Facebook, non implica che si facciano garanti di ciò che scrivete.]
– Vendite sensazionali delle vostre pubblicazioni. [Se davvero il romanzo con il quale avete esordito ha riscontrato l’attenzione dei lettori e magari anche della critica, non occorre rimarcarlo (chi lavora nel settore ne avrà sentito parlare); se poi avete fatto capolino nella classifica di Amazon, svenandovi per acquistare un centinaio di copie del vostro romanzo, valutate l’eventualità che il trucco sia ormai abbastanza vecchio…]
Può essere utile fare qualche cenno al vostro background di lettori, il che non vuol dire elencare tutti i titoli che avete in libreria, ma segnalare quelli che sono stati per voi particolarmente significativi. [Certo, se il vostro autore preferito è Paulo Coelho rischiate di fare un autogol, ma non è detto che chi vi valuti sia un lettore più esigente di voi…]

Non serve infine allegare bozze di copertina [ogni casa editrice ha la sua grafica e propri formati], vostre foto: che siate prestanti o meno non aggiunge né sottrae nulla al vostro talento [e se ci state provando con un/una editor, inviargli un manoscritto è il modo peggiore per farlo].

 

Potrebbe interessarvi anche la Lettera agli aspiranti scrittori:
https://giovannituri.wordpress.com/2012/02/20/lettera-agli-aspiranti-scrittori/

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One thought on “Come proporre un manoscritto: la sinossi e la biografia

  1. […] A ogni modo, se avete un inedito sepolto in qualche cartella del computer e volete proporlo a un editore senza intermediari, né cercare prima di rendere il vostro nome familiare agli addetti ai lavori pubblicando qualcosa online, non trascurate la raccomandazione di Filippo Tuena nel suo simpatico Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante: “[…] quand’anche il romanzo non fosse perfetto, una lettera di presentazione deve essere perfetta, possibilmente anche avvincente. Gran parte della tua fortuna dipenderà da quel foglio di presentazione così come una conquista d’amore dipende dal biglietto che accompagna il primo mazzo di rose rosse”. Qui, infine, trovate una serie di consigli su come si dovrebbe proporre la propria opera a un editor: https://giovannituri.wordpress.com/2016/12/20/come-proporre-un-manoscritto-la-sinossi-e-la-biografia… […]

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