SMETTERE DI SCRIVERE, SMETTERE DI FUMARE, un racconto di Cristò

Smoking Warning, M.C. EscherSto fumando la mia ultima sigaretta.
Forse la penultima, in ogni caso una delle ultime.
Il fumo mi riempie la bocca poi scende attraverso la gola verso i polmoni, spinto da un complesso movimento dei muscoli del mio apparato respiratorio ben collaudato negli anni, naturale, automatico. Credo che gran parte del piacere sia in questo automatismo, questa assurda familiarità. Anche il senso di colpa è lì, nella naturalezza con cui il mio corpo compie un movimento complesso quanto autolesionistico.
Non fumavo da due giorni e questa astinenza amplifica tutto. L’amaro in bocca è metaforico e reale; un saporaccio. Il fumo scendendo raschia e brucia. I polmoni hanno un leggero singulto, un brevissimo rifiuto. Dura tre boccate, poi tutto torna normale, abitudinario.
Quando spengo la cicca nel posacenere sono demoralizzato. Mi butto due chewing-gum in bocca per cancellare la sensazione di bruciato, per dare sollievo alle papille gustative infiammate.
Mi gira un po’ la testa.
Smettere di fumare significa soffrire: soffrire l’astinenza se si resiste, soffrire la sconfitta se si cede. Soffrire in ogni caso, soffrire per un benessere che arriverà un giorno, che arriverà così lentamente da non sentirlo arrivare. Non fumare non è appagante nell’immediato, e si ha il sospetto che non lo sarà mai davvero.
Come scrivere.
Mentre fumavo la mia ultima, penultima, una delle ultime sigarette, ero sulla veranda della cucina. Avevo ceduto alla tentazione nel nome della scrittura. Avevo bisogno di concentrarmi, di cercare il punto attorno al quale far gravitare le parole di un nuovo romanzo, cercavo l’universo semantico che evocasse perfettamente l’idea che ho in testa da qualche mese. Invece la sigaretta ha attirato l’attenzione su di sé; mentre c’era e si consumava tra le mie labbra rivendicava la sua presenza come necessaria. Come fa la scrittura.
Necessaria a priori, la scrittura rivendica un ruolo primario, una presenza costante nella vita di chi la esercita con ambizioni letterarie. Ovunque tu sia, in qualsiasi situazione, sei uno scrittore, come un fumatore è un fumatore. Ti distrae, ti pretende, ti porta lontano, soprattutto quando non puoi o non vuoi scrivere, quando non vuoi o non puoi fumare. Scrivere è esattamente come smettere di fumare, significa decidere deliberatamente di dichiararsi schiavi per liberarsi; schiavi di un pensiero fisso che promette di sparire col tempo, quando la necessità sarà passata. E invece non passa. Perché se hai deciso che sei uno che scrive non hai più scampo: non scriverai per la maggior parte del tempo, ma penserai a cosa scriverai quando potrai finalmente concentrarti un attimo e accendere il portatile. Perché se hai deciso di smettere di fumare non hai più scampo: non fumerai per la maggior parte del tempo, ma penserai al momento in cui finalmente potrai accendertene un’altra e cercherai per strada qualche volto amico, qualcuno che non sappia che hai smesso e che ti offra una sigaretta conviviale, qualcuno con cui fare uno strappo alla regola. Poi troverai il tempo e accenderai il portatile e cliccherai sul file di Word che custodisce le prime parole di quello che nella tua testa è un capolavoro, le rileggerai e passerai buona parte del tuo tempo a correggere ciò che hai già scritto e poi andrai avanti di venti, trenta righi e poi succederà qualcosa e tutto quello che avevi pensato di scrivere non ci sarà più, o si sarà esaurito, o non sarà più così lirico come te lo aspettavi, allora abbasserai lo schermo del portatile e cercherai un’altra sigaretta, la tua ultima, penultima, una delle ultime, in nome della scrittura.
Non potrai mai più fumare davvero se hai deciso di smettere, non potrai mai più scrivere davvero se hai deciso di scrivere.

È da poco in libreria La carne (Intermezzi), ma Cristò ha già pubblicato altri tre romanzi brevi: Come pescare, cucinare e suonare la trota, L’orizzonte degli eventi, That’s (im)possible. Suoi contributi sono apparsi su minima et moralia, Artribune e alfabeta2.
Qui potete leggere un altro suo racconto:
https://giovannituri.wordpress.com/2015/04/29/ad-infinitum-su-ad-infinitum-un-racconto-di-cristo/

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