Intervista a Eugenia Dubini, editore di NN

Logo NN EditoreDopo un’esperienza a «Il Sole 24 ore» e in alcune case editrici come Salani e Piemme in qualità di redattrice e traduttrice freelance, e dopo aver dato vita all’agenzia di fotografia, video e comunicazione Prospekt Fotografi, Eugenia Dubini ha fondato la NN Editore: un marchio che, nonostante abbia meno di un anno di vita, ha già ricevuto attenzione e riconoscimenti (come la selezione dell’ultimo romanzo di Tommaso Pincio, Panorama, tra i finalisti del Premio Sinbad).

Cosa ti ha portato a occuparti di editoria dopo la laurea in Economia e Commercio alla Bocconi?
Ho iniziato a occuparmi di editoria già durante gli studi, mi sono laureata con una tesi sull’editoria in Italia con Paola Dubini, e lavoravo già nel settore sia come correttrice sia come redattrice. Inoltre sono stata per alcuni anni a «Rivisteria», il mensile di Bea Marin. Anche durante la mia esperienza nell’agenzia di fotografia Prospekt, ho avuto a che fare con la pubblicazione di libri. Mi sembra di non essermi mai occupata d’altro!
Il progetto di NN ha avuto inizio da una chiacchierata con Alberto Ibba, Edoardo Caizzi e Gaia Mazzolini. Conoscevo Alberto ed Edoardo già dai tempi di «Rivisteria», mentre con Gaia collaboravamo da anni, prima al «Sole 24 ore», poi a Laterza dove aveva lavorato, infine come socie dell’agenzia di fotografia. In quel momento la collaborazione di Edoardo e Alberto con Edizioni Ambiente era sul finire, io e Gaia ci eravamo allontanate dall’agenzia, e tutti quanti  tenevamo gli occhi sull’editoria, non solo per passione, e su una crisi che era entrata dalla porta principale, anche se il settore si era sempre definito maturo e in crisi. Già da quella prima volta abbiamo iniziato a parlare della possibilità di dare inizio a un nuovo progetto, vedevamo degli spazi aprirsi e cambiamenti interessanti profilarsi all’orizzonte.

Come nasce il progetto della NN Editore di raccontare il mondo contemporaneo, la confusione dell’identità e il rapporto tra vizi e virtù?
Un ruolo fondamentale nell’elaborazione della linea editoriale, del suo punto di ricerca, è quello di Gaia Mazzolini.
Raccontare il mondo contemporaneo, la ricerca dell’identità nel nostro tempo, la confusione di ruoli che uomini e donne vivono ogni giorno, qui e ora, è stato il filo conduttore delle nostre scelte. Fin dalla decisione che il nostro nome sarebbe stato NN [nescio nomen, senza nome], abbiamo voluto mettere in luce, dare risalto a questo nodo, a questa confusione etica in cui siamo immersi. Il tema è il tema della letteratura per eccellenza, ma dare risalto a un tema e seguirlo per proporre i libri, al di là di generi, e di nazionalità degli scrittori, ci sembrava una cosa diversa, un diverso modo di parlare ai lettori. Così abbiamo deciso che per noi questo filo di ricerca e di proposta sarebbe stato un vincolo nella scelta, insieme alla qualità della scrittura, e da subito ci siamo confrontati, da forti lettori quali tutti siamo, sul cambiamento di prospettiva, sia come ruolo di editore oggi, sia come gusto del lettore, e abbiamo deciso di strutturare il nostro catalogo in serie e non in collane, seguendo un filo tematico o un punto di ispirazione comune a ogni progetto, che siamo andati poi a proporre ad agenti, autori e infine ai lettori come filo conduttore delle nostre scelte e anche come percorso di lettura.

Un editore indipendente può competere con i grandi gruppi in un mercato di cui questi gestiscono l’intera filiera (dai distributori alle librerie di catena e ai periodici culturali)?
La sfida interessante non è parlare della competizione in sé, quanto di presenza e proposta, della qualità di entrambe, della comunicazione possibile, dell’attivazione di un discorso e di comunità. Non credo ci si debba concentrare sulla competizione in senso stretto, anche per il temibile rischio di convincersi ancora una volta che il lettore, i lettori siano una nicchia piccolissima impossibile da estendere e far crescere. È inevitabile farvi riferimento perché poi si parla di un settore e di un pubblico, ma sarebbe riproporre uno schema disegnato su una concezione del mercato chiusa, e riproporre un lamento perpetuo, che accomuna grandi e piccole case editrici. E questo pensiero, oggi, è fondamentale anche per capire e rispondere alle grandi concentrazioni che si stanno creando, da un lato, mentre dall’altro si legge un fermento culturale e imprenditoriale di nuovi piccoli marchi che si affacciano sul mercato. Come NN, quindi non vorremmo parlare e porci l’obiettivo di raggiungere solo gli stessi lettori e le stesse nicchie sui cui contano tutti gli editori, ma agire per portare un progetto con elementi distintivi anche a chi non si definisce e concepisce già a priori come lettore forte. A mio avviso ci sono spazi di comunicazione del libro e delle sue parole che non sono mai stati sperimentati appieno, e non sono certa che sia sempre e solo una questione di spalle larghe e mezzi economici, e neppure che sia stato solo un problema di mancanze e di errori del passato, ma anche e sempre più la necessità e la possibilità che oggi abbiamo di creare reti e comunità, e con questo intendo quelle fisiche e non solo quelle immateriali o tecnologiche.

Eugenia Dubini, NN EditoreVi siete presentati con un piano editoriale già dettagliatamente definito: in che modo avete selezionato autori e testi? Come mai avete già sospeso l’invio spontaneo di manoscritti?
Quando con Alberto, Edoardo e Gaia abbiamo iniziato a lavorare per creare un progetto di una casa editrice nuova, ci siamo dati un periodo di incubazione per poterci presentare ai lettori con un’identità definita, in molti degli aspetti fondamentali di ogni nuova iniziativa d’impresa. E abbiamo lavorato per più di un anno e mezzo alla definizione del piano editoriale, senza dimenticare i suoi legami con la progettazione commerciale, di comunicazione e marketing e di tutti i contenuti che ruotano attorno a ogni fase di progetto. Per selezionare gli autori stranieri e gli italiani della serie Stagione, abbiamo fatto ricerche, partecipato alle fiere internazionali e contattato gli agenti, italiani e stranieri, proponendo la nostra linea di indagine. Così sono stati selezionati i titoli come Jenny Offill, Kent Haruf e anche Alessandro Pozzetti, il nostro autore italiano esordiente di questo primo anno. Questa ricerca editoriale è per così dire “tradizionale”. Il libro esiste, noi lo troviamo e lo pubblichiamo. Per gli autori italiani della serie ViceVersa, invece, ci siamo rifatti in qualche modo alla modalità editoriale che era stata di Verdenero, la collana diretta da Alberto Ibba per Edizioni Ambiente. Grazie a Gian Luca Favetto, che ha subito aderito al progetto come autore, e poi come accompagnatore dei libri in uscita, abbiamo contattato autori  nelle cui corde, o meglio nei cui libri avessimo sentito vibrare le stesse corde, il medesimo punto di ispirazione, di ricerca e di indagine che faceva da collante a questa serie, che è un’indagine su vizi e virtù nel contemporaneo, vizi e virtù che nella confusione etica contemporanea cambiano di posto, e di segno.
Infine, abbiamo sospeso l’invio dei manoscritti perché abbiamo bisogno di un po’ di tempo per poter smaltire tutti i lavori che ci sono stati inviati da marzo a oggi, una mole impressionante. Vogliamo, vorremmo dedicare a questi lavori il tempo che meritano, nonostante ci si sia accorti che molti non sono per nulla attinenti alla nostra linea editoriale. Abbiamo infatti ricevuto anche poesia, saggistica e altro. Riattiveremo il link al più presto.

Quali saranno le prossime pubblicazioni della NN Editore?
Nel 2016 completeremo le uscite della serie ViceVersa con i libri di Davide Longo e Gian Luca Favetto, continueremo la trilogia di Kent Haruf e pubblicheremo anche l’ultimo piccolo capolavoro di questo scrittore, Le nostre anime di notte, che forse diventerà anche un grande film. Infine usciremo con le proposte della nuova Stagione, tra cui il secondo libro di Jenny Offill, ma anche Tristan Garcia e Rupert Thomson, solo per citare alcuni nomi già noti al pubblico italiano, oppure Joseph Incardona, vincitore del Gran premio della Letteratura noir in Francia, in Italia mai uscito prima. Il percorso del 2016 sarà sempre la ricerca di identità, con un luce sul rapporto tra passato e futuro e sul modo in cui queste due linee di presenza e definizione delle nostre identità possono incrociarsi per definire il presente, la nostra voce, lo spazio che possiamo occupare e vivere nella vita di ogni giorno. Stiamo studiando un nuovo progetto di serie ma per adesso non abbiamo ancora definito le cose quindi, scaramanticamente, non posso anticiparlo ai lettori.

Ritieni che il comparto editoriale abbia delle responsabilità nella disaffezione degli italiani per la lettura?
Sì, le responsabilità non possono che essere condivise, da tutti gli attori della filiera, e hanno contribuito a creare storture e contraddizioni nelle diverse fasi di produzione e vendita del libro. Faccio fatica in questo momento a parlare di disaffezione degli italiani per la lettura perché, dopo i primi mesi di questa casa editrice, al contrario non avevo mai visto tanta affezione alla lettura e ai libri sorgere spontanea e generosa da ogni parte, in tutti i protagonisti di questa nostra avventura, librai, promotori, lettori, traduttori, redattori ecc. Mi sono stupita di quanto appoggio, calore e collaborazione noi si sia stati capaci di attrarre in così poco tempo, e questo semplice fatto, incontestabile, mi convince sempre più che si debba fare attenzione a parlare con tanta sicurezza di distacco, di disinteresse, di allontanamento dalla lettura: rischiamo di generare una profezia che si autoavvera, invece che lavorare per chi continua a leggere e ad amare i libri e le parole dovunque queste si trovino.

Qual è come lettrice il tuo rapporto con i libri?
È un rapporto d’amore.

Su questo blog trovate anche le conversazioni con Daniela Di Sora della Voland, Marco Cassini di SUR, Lorenzo Flabbi delL’Orma.

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3 thoughts on “Intervista a Eugenia Dubini, editore di NN

  1. […] degli animali di David James Poissant è una raccolta di racconti per la quale esser grati alla NN Editore che l’ha pubblica e a Gioia Guerzoni che l’ha tradotta. Poissant dimostra in questo esordio […]

  2. […] Mia figlia, don Chisciotte (NN Editore), Alessandro Garigliano racconta e analizza il capolavoro di Cervantes attraverso il tenero […]

  3. […] di vendita, confermando l’autore statunitense come uno dei più apprezzati del catalogo di NN Editore tra i lettori italiani. Le nostre anime di notte, pubblicato postumo, ha ancora una volta come […]

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