ROSA SHOCKING di Adam Levin, recensione – About short stories

cover rosa shocking_adam levin_clichyLa raccolta di racconti di Adam Levin pubblicata dalle Edizioni Clichy

Prosegue con Rosa shocking il percorso di Black Coffee, la collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy curata da Leonardo Taiuti e da Sara Reggiani; quest’ultima è anche la traduttrice dei racconti di Adam Levin, giovane scrittore statunitense che ha esordito nel 2010 con il romanzo The Instructions.
I testi raccolti in Rosa shocking sono incentrati sui cortocircuiti della comunicazione e sui coni d’ombra delle relazioni umane, ma a prevalere è comunque un tono ironico e scanzonato, che mette in risalto gli aspetti grotteschi di ciascuna esistenza e di ogni tragedia. Sebbene questa tendenza parodistica venga spesso ben dosata da Levin, nel primo racconto, Frankewittgenstein, insieme al ritmo troppo accelerato, può lasciare un po’ perplessi; qui come altrove però lo spunto narrativo è decisamente originale: l’inventiva è una delle indubbie doti dell’autore, così come la scelta di prospettive spiazzanti, rese spesso ancor più efficaci dalla predilezione per i narratori interni.
Sono proprio i protagonisti, infatti, a riferirci la loro vicenda in alcuni dei racconti migliori, come Il fringuello, che parla delle cattive frequentazioni di un adolescente, ma anche della distanza tra ragazzi e mondo adulto; come Jane Tell, in cui il narratore cerca di analizzare la sua relazione con Jane e il desiderio di quest’ultima di farsi picchiare da sconosciuti; come RSVP e come Rosa shocking, storia di un amore infelice la prima e di un amore che non riesce a esprimersi la seconda. Ed è interno anche il narratore di un racconto magistrale, Quello sforzo in più: al centro della scena quattro anziani e i loro rituali battibecchi, che consentono ad Adam Levin di dimostrare tutta la sua bravura nell’imbastire i dialoghi. Sorprendente, e non solo per il suo sperimentalismo, è anche La fine dolceamara di Susan Falls, in cui una ragazza sulla sedia a rotelle reinventa il mondo intorno a sé.
Insomma, Rosa shocking è una raccolta godibile, che potrà essere apprezzata in particolar modo da un pubblico giovane, anche se si percepisce talvolta la fregola di stupire il lettore o di forzare la mano, limiti degli scrittori che hanno fretta di dimostrare il proprio talento – e Adam Levin indubbiamente ne ha tanto.

ABOUT SHORT STORIES
(https://giovannituri.wordpress.com/tag/about-short-stories/)
Gianluca Merola, Dio taglia 60 (Ad est dell’equatore)
Giuseppe Cristaldi, Macelleria Equitalia (Lupo Editore)
Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due (Perdisa Pop)
Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni)
Vanni Santoni, Personaggi precari (Voland)
Liesl Jobson, Cento strappi (Marcos y Marcos)
Jerzy Kosinski, Passi (Elliot)
Bernard Quiriny, La biblioteca di Gould (L’orma)
Mariana Enriquez, Quando parlavamo con i morti (Caravan Edizioni)
Edgar Allan Poe, Racconti sensazionali (Marsilio)
Carlo Sperduti, Ti mettono in una scatola (Intermezzi)
Christian Raimo, Le persone, soltanto le persone (minimum fax)
Çiler İlhan, Esilio (Del Vecchio)
Jan Brokken, Anime baltiche (Iperborea)

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One thought on “ROSA SHOCKING di Adam Levin, recensione – About short stories

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Apprezzato per la brevità, esaustiva comunque, e semplicità quindi immediatezza. 🙂
    Interessante.

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