SOTTOFONDO ITALIANO di Giorgio Falco, recensione

Sottofondo italiano, storia dell’inerzia e dell’individualismo nostrani

sottofondo italiano, giorgio falco, copertinaIn linea con il proposito della nuova collana della Laterza, Solaris, Sottofondo italiano di Giorgio Falco è un tentativo di analizzare in forma narrativa il presente, in questo caso l’attitudine degli italiani ad accettare passivamente le logiche imposte dai poteri politici e produttivi, assorbendo inerti l’interpretazione che ci viene offerta dai media.
Il narratore ricorda nelle prime pagine come da ragazzino giocasse a calcio in una squadra che, dopo i primi successi, sembrava votata alla sconfitta, per cui tutti avevano presto accolto la prospettiva di limitare i danni: è la filosofia del meno peggio, alla quale ormai ciascuno pare essersi adeguato concentrandosi su stesso e desistendo dall’“interferire” con il sistema, dallo sperare di correggerlo.
«Siamo cresciuti, soprattutto coloro che sono nati da metà degli anni Settanta in poi, terrorizzati dall’eventualità del conflitto sociale. Non so quali istituzioni abbiano più influito nell’educare all’inerzia collettiva, alla sottomissione […]. Stai tranquillo. Non immischiarti. Fatti gli affari tuoi.» Secondo Giorgio Falco è allora che abbiamo forse rinunciato a pretendere la verità su quanto accadeva intorno a noi, a credere che insieme fosse possibile ottenere ciò che altrimenti ci sarebbe stato negato – ci è stato negato; «avremmo dovuto bloccare la nazione dopo le tante stragi, rifiutarci di tornare a scuola, al lavoro», finché non fossero venuti fuori i colpevoli e i mandatari, finché non fossero state scoperte le trame dentro le quali siamo ancora invischiati. Non lo abbiamo fatto – non lo stiamo facendo: «nella morte della democrazia ognuno di noi diventava il proprio staterello da proteggere scuotendo la testa».
Con la stessa passività abbiamo lasciato che i sindacati venissero svuotati di significato, che i diritti dei lavoratori divenissero secondari rispetto a quelli della nazione e delle sue aziende: «Il problema non era la mafia, la corruzione, l’evasione fiscale, l’impunità generalizzata per i reati finanziari e tributari, che minavano la coesione sociale nel profondo. Il problema non era il segreto di Stato che copriva le stragi e la democrazia malata. Il problema erano le pensioni e i diritti dei lavoratori», è questo ciò che ci hanno indotto a credere. «Tuttavia c’era differenza tra lavorare e sottomettersi», ma se ce ne siamo accorti, lo abbiamo fatto quando ormai era troppo tardi, perché nel frattempo «oltre a lavorare e a lottare per i nostri diritti, per i diritti di tutti, ci distraevamo con la vita», quella vita che adesso non abbiamo più i mezzi materiali, e forse nemmeno quelli ideologici, per poter condurre dignitosamente.
Sottofondo italiano è dunque la cronaca di una sconfitta accolta senza combattere, della resa a cui sembriamo esserci rassegnati, e Giorgio Falco da scrittore di talento racconta e insieme prova a spiegarsi come sia stato possibile tutto questo; non avrebbero però guastato una narrazione più estesa e magari un’appendice storica che rendessero il testo un romanzo compiuto e qualcosa più di un brillante stimolo a un ulteriore approfondimento.

Qui la recensione di Muro di casse di Vanni Santoni (Solaris – Laterza):
https://giovannituri.wordpress.com/2015/05/19/muro-di-casse-di-vanni-santoni-e-la-collana-solaris-della-laterza/

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