Black Coffee, la nuova collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy

scrittori statunitensiDa poco in libreria Last days of California di Mary Miller e Il prezzo di Dio di Okey Ndibe, primi due volumi della collana Black Coffee

Last days of California (traduzione di Sara Reggiani) è il primo romanzo di Mary Miller, che aveva già pubblicato diversi racconti su riviste e nella raccolta Big World. È il resoconto dei quattro giorni in cui la quindicenne Jess attraversa il sud degli Stati Uniti in viaggio con la famiglia; la narrazione in prima persona ci restituisce lo sguardo pieno di dubbi, speranze e palpitazioni della protagonista, alle prese con un padre evangelista infervorato, una madre un po’ evanescente e una sorella ribelle. Last days of California, dunque, è insieme un romanzo on the road e di formazione.
Il prezzo di Dio di Okey Ndibe, tradotto da Leonardo Taiuti, è un’opera ambientata tra USA e Nigeria: racconta di un uomo, Ike, discriminato per il suo accento, che spera di risolvere i guai finanziari trafugando e vendendo la statua della divinità adorata dai propri avi. Sebbene Okey Ndibe, docente di Letteratura e Diaspora africana alla Brown University, prediliga il registro grottesco, emergono con forza il volto cinico del paese d’adozione e quello solcato da miseria e corruzione dello stato d’origine.
Sono questi i primi due volumi di Black Coffee, collana diretta per le Edizioni Clichy dai traduttori Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, che intende proporre “le voci più fresche del panorama americano, le giovani firme più promettenti ma anche le opere di autori irragionevolmente dimenticati o inediti in Italia”. Qui di seguito l’intervista ai due curatori.

Black Coffee è una collana interamente dedicata alla narrativa nordamericana: ritenete che questa mantenga ancora la sua centralità nel panorama letterario mondiale?
last days of california, Miller, ClichySì, è indubbio. Dagli altri Paesi provengono filoni letterari interessanti ma spesso si tratta di mode passeggere, basti pensare ai thriller svedesi che negli ultimi anni hanno saturato il mercato. La narrativa nordamericana è invece una costante, soprattutto nel nostro Paese. Da sempre subiamo il fascino di quella parte di mondo (lo dimostra la quantità di testi che ogni anno traduciamo e pubblichiamo) e questo perché, a nostro avviso, la narrativa nordamericana possiede un’incredibile capacità di reinventarsi. Generi ormai “abusati” – si pensi all’on the road o al post apocalittico – non cessano mai di rinnovarsi e di evolversi, ed è anche a questo che Black Coffee guarda, alla rielaborazione cioè della tradizione da parte di una nuova generazione di autori. Non a caso la collana si apre con un romanzo di formazione on the road in piena regola, Last days of California di Mary Miller, giovane autrice del Mississippi, che partendo da una forma narrativa collaudata dà vita a qualcosa di molto originale, capace di sorprendere anche i più fini conoscitori del genere.

Diversi gli editori italiani attenti alle pubblicazioni statunitensi (come Einaudi – anche con il marchio Stile libero, minimum fax, Isbn, Fazi), cosa distinguerà la vostra proposta e com’è nata la collaborazione con le Edizioni Clichy?
Black Coffee si concentrerà sugli autori emergenti, su quelle voci che anche in patria sono ancora nuove, romanzi di esordio che abbiamo trovato particolarmente interessanti anche se pubblicati da piccole case editrici indipendenti e quindi ancora pressoché sconosciuti al grande pubblico. Particolare attenzione sarà dedicata al racconto che riteniamo sia la forma narrativa del futuro, benché nel nostro Paese fatichi a trovare spazio. Infine recupereremo vecchi autori totalmente inediti o dimenticati.
Con Edizioni Clichy collaboravamo inizialmente come traduttori, poi nel tempo è maturata in noi l’idea di aprire una piccola casa editrice chiamata, appunto, Black Coffee, per mettere a frutto i tanti anni di esperienza accumulati e pubblicare la narrativa in cui credevamo. Abbiamo chiesto qualche consiglio su come muoverci a Tommaso Gurrieri, direttore editoriale di Clichy, che desiderando già da tempo di aprirsi alla letteratura americana ci ha proposto di unire le forze… diciamo che ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto.

Attraverso quali canali scoprite gli autori cui prestare attenzione e scegliete le nuove opere da tradurre? Quali saranno le prossime uscite di Black Coffee?
il prezzo di dio, Ndibe, ClichyNon ci avvaliamo della consulenza di nessuno scout o agente letterario, svolgiamo personalmente la ricerca sul campo durante i nostri soggiorni negli Stati Uniti ed è questa la parte del lavoro che ci entusiasma di più. Stabiliamo strada facendo rapporti di fiducia con le case editrici che ci interessano e con gli autori stessi. Consultiamo quotidianamente riviste e blog d’oltreoceano e ci teniamo il più possibile aggiornati. È faticoso ma elettrizzante.
Possiamo anticiparvi che le prossime due uscite saranno un romanzo e una raccolta di racconti. Il primo, Lamb di Bonnie Nadzam, è un romanzo seducente, inquietante, che la critica ha accostato a Lolita e da cui è stato appena tratto un film. Rosa shocking invece è una travolgente raccolta di racconti del giovane e talentuoso Adam Levin, autore audace che tra i propri ammiratori vanta il grande George Saunders.

Quali opere non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di un cultore di letteratura nordamericana?
Sara: Non credo esista una regola, ognuno ha le proprie opere di riferimento. Fondamentali per me sono state: i racconti di John Cheever, L’urlo e il furore di William Faulkner, Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut, L’incanto del lotto 49 di Thomas Pynchon, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver, Sotto il Vulcano di Malcolm Lowry, Suttree di Cormac McCarthy, Rumore bianco di DeLillo… ok, mi fermo.
Leonardo: Revolutionary Road di Richard Yates, Il giovane Holden di J.D. Salinger, Uomini e topi di John Steinbeck, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, Sulla strada di Jack Kerouac; fra i contemporanei apprezzo molto Dave Eggers.

Molti traduttori lamentano la scarsa considerazione che hanno nel mondo editoriale italiano. Qual è stato il vostro percorso formativo e professionale? Riuscite a vivere dei soli proventi delle traduzioni letterarie?
Sara: Per me non è stato per niente facile arrivare a questo punto. Quella di diventare traduttrice letteraria è sempre stata la mia vocazione, ma subito dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere per un po’ ho insegnato italiano agli stranieri e poi ho lavorato come traduttrice tecnica. Nessuno voleva darmi una possibilità come traduttrice editoriale, il mio cv non bastava, così ho capito che se volevo tradurre narrativa doveva prima entrare nel mondo dell’editoria. All’Accademia Drosselmeier di Bologna, quindi, mi sono specializzata in letteratura per l’infanzia e poco dopo ho avuto la fortuna di essere assunta in Giunti Editore come redattrice. Lì mi sono stati dati i primi romanzi da tradurre. Non ero ancora soddisfatta, però, e dopo quattro anni ho deciso di licenziarmi per dedicarmi completamente alla mia passione. Traduco romanzi a tempo pieno da allora e non c’è cosa più bella.
Leonardo: Anch’io ho un passato alla Giunti Editore, sebbene provenga da un percorso di studi completamente diverso da quello di Sara (ho studiato giornalismo). Dopo l’esperienza editoriale, ho deciso come lei di dedicarmi a tempo pieno alla traduzione letteraria. Sia io che Sara riusciamo a sbarcare il lunario in modo dignitoso anche se per vivere di traduzione serve tanto impegno e intraprendenza. Ovviamente, essendo il nostro lavoro anche la nostra passione, ci consideriamo due privilegiati – a maggior ragione adesso che, grazie a Edizioni Clichy, siamo riusciti a realizzare quello che penso sia il sogno di ogni traduttore: scegliere l’opera su cui lavorare e vederla pubblicata in libreria.

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4 thoughts on “Black Coffee, la nuova collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy

  1. […] Turi ha intervistato Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, che non solo traducono, ma dirigono la collana «Black Coffee» […]

  2. […] Vita da editor BLACK COFFEE, LA NUOVA COLLANA DI NARRATIVA NORDAMERICANA DELLE EDIZIONI CLICHY Black Coffee, collana diretta per le Edizioni Clichy dai traduttori Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, intende proporre “le voci più fresche del panorama americano, le giovani firme più promettenti ma anche le opere di autori irragionevolmente dimenticati o inediti in Italia”. Qui di seguito l’intervista ai due curatori. https://giovannituri.wordpress.com/2015/03/26/black-coffee-la-nuova-collana-di-narrativa-nordamerica… […]

  3. […] con Rosa shocking il percorso di Black Coffee, la collana di narrativa nordamericana delle Edizioni Clichy curata da Leonardo Taiuti e da Sara […]

  4. […] una precedente intervista hai descritto il tuo percorso professionale e concluso “traduco romanzi a tempo pieno da allora e […]

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