Se non avete letto 37° 2 AL MATTINO di Philippe Djian, sapete cosa sia l’amore?

37° 2 al mattino_Djian_copertinaIl capolavoro di Philippe Djian, 37° 2 al mattino

Da 37° 2 al mattino è stato tratto Betty Blu (candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 1987) ed è il più celebre romanzo dello scrittore francese Philippe Djian: pochi italiani lo conoscono e vorrei almeno recensirlo, ma non ne sono in grado. Perché pagina dopo pagina lo sguardo del “tecnico” è stato sempre più scalzato da quello del semplice lettore: non mi succedeva da troppo tempo; né mi capita spesso di ridere con un libro tra le mani e ancor meno di sfiorare la commozione (e scrivo “sfiorare” solo per pudore), soprattutto se vicende e personaggi sono distanti dalla mia esperienza; raro è anche che consigli un’opera a tutte le persone che incontro, quasi impossibile è che lo faccia prima di averne ultimato la lettura – a maggior ragione se qui e là ho trovato qualche refuso (come nell’edizione della Voland, pur ottimamente tradotta da Daniele Petruccioli). A 37° 2 al mattino tutto questo è invece riuscito, tanto che sono ora costretto a domandarmi: del protagonista e narratore non viene mai detto il nome o non ci ho fatto caso? L’ambientazione vagamente nordamericana resta intenzionalmente indefinita o mi è sfuggito qualcosa? Ebbene, poco importa in realtà, perché quella di Djian è innanzitutto una storia d’amore capace di ridefinire i contorni di questo sentimento senza mai banalizzarlo, senza concedersi nemmeno un paragrafo sdolcinato.
Quando Betty irrompe nella sua vita, il narratore comprende subito che non ha più bisogno di nulla per dare senso alla propria esistenza, che nello sguardo, nel sorriso e nell’esile corpo di quella ragazza lunatica e ribelle c’è tutto l’universo in cui perdersi e di cui aver cura. Fa con soddisfazione il tuttofare di un complesso residenziale, ma quando lei si metterà nei guai e lo costringerà a fuggire, si adatterà senza rimpianti a diventare idraulico, cameriere, venditore di pianoforti, senza mai sentirsi sprecato. Eppure Betty ha letto un suo romanzo inedito e si è persuasa che sia uno scrittore di immenso talento: si ostinerà a inviare il dattiloscritto a tutti gli editori di cui troverà un recapito, reagirà con sdegno alle lettere di rifiuto, inciterà il compagno a prestare ascolto al “demone” della letteratura. Forse è allora che qualcosa inizia a incrinarsi, ma nulla lascia presagire quanto li aspetta, perché Philippe Djian sa far scorrere magistralmente la storia lungo un impercettibile piano inclinato e il tono scanzonato e irriverente diventa via via disperato senza compiacimenti né sconti.
locandina Betty BlueI suoi modelli sembrano prevalentemente statunitensi: da Jack Kerouac (citato un paio di volte) prende lo stile di vita randagio dei personaggi e la loro percezione lucida e insieme allucinata dell’ambiente naturale, ma Djian non disdegna l’impeccabile costruzione narrativa; da Charles Bukowski l’erotismo sfrontato di alcuni paragrafi e l’irriverenza, ma se ne discosta con la profondità e la durata dei sentimenti che narra; da John Fante l’abilità di rappresentare l’agognato tormento che amore e scrittura impongono, ma in lui c’è sempre un residuo di fiducia: «Prendete giorno e notte, gioia e dolore, agitate bene e scolatevene un bicchiere ogni mattina. Eccovi diventati uomini. Benvenuto di cuore, amico mio. La vita è di una bellezza triste e incomparabile, vedrai».
Spero che lo leggiate 37° 2 al mattino, perché di libri così ce ne sono pochi e meriterebbero quanto meno di essere conosciuti – e poi altrimenti la Voland non tradurrà il suo ultimo romanzo e sarebbe un peccato.

 

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8 thoughts on “Se non avete letto 37° 2 AL MATTINO di Philippe Djian, sapete cosa sia l’amore?

  1. miscarparo70 ha detto:

    Non mi era mai capitato di leggere una recensione e decidere di comperare il libro. Stavo per farlo, ma ho scoperto un problema insormontabile: non c’è l’ebook.
    Non è che anche ‘sta volta riesci a mandare due righe alla Voland? 🙂
    (lo so: sono impegnativo!)

  2. amanda ha detto:

    detto così tocca leggerlo

  3. Guido Sperandio ha detto:

    Ripeto senza fantasia quanto detto nei commenti che mi hanno preceduto.
    Aggiungo, ad accrescere il mio desiderio di lettura: hai citato i miei tre santi riveriti americani (Kerouac, il “tedesco” Bukowski e l’italo-terrone John Fante) e poi ha estrapolato quella frase «Prendete giorno e notte ecc…», che mi suona troppo seduttrice intonata com’è alle mie corde.
    Sento, una volta tanto di potermi fidare, ci dici niente?
    Bravo. 🙂

  4. […] snobbato, rendendo vani investimenti talvolta cospicui (si pensi alla pubblicazione delle opere di Philippe Djian). Occorre tener conto che l’ambito editoriale non è l’unico in cui i giovani professionisti (o […]

  5. […] che si piantano come un chiodo nel cuore del lettore, come Revolutionary road di Richard Yates e 37° 2 al mattino di Philippe Djian: non a caso, tutti e tre ruotano intorno a storie di amore e dedizione (o […]

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