ANIME BALTICHE di Jan Brokken, recensione – About short stories

ANIME BALTICHE di Jan Brokken_copertinaAnime e storie dei Paesi baltici nei racconti di Jan Brokken

Dopo Nella casa del pianista, Iperborea pubblica un’altra opera di Jan Brokken: Anime baltiche (traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo). Qui lo scrittore olandese recupera volti e vicende di Lituania, Lettonia ed Estonia, cercando di sopperire alle tante rimozioni che ne caratterizzano la storia con una minuziosa ricerca di fonti e testimonianze, ma soprattutto visitando i luoghi che fanno da palcoscenico ai suoi racconti. Si scoprono così gli innumerevoli legami che i Paesi baltici hanno sempre avuto sia con l’Europa occidentale sia con l’area russa, il loro tentativo di preservare la propria identità anche dopo secoli di occupazioni e conflitti, l’eccezionale contributo dato nei diversi ambiti artistici e del sapere dai loro cittadini. Come l’architetto lettone Michail Ėjzenštejn e il figlio regista e sceneggiatore Sergej (noto per Ottobre. I dieci giorni che sconvolsero il mondo e La corazzata Potëmkin), di cui Brokken ricostruisce il rapporto conflittuale – al punto che parteciparono entrambi alla Rivoluzione russa del 1917 ma su fronti contrapposti. Altrettanto complesso fu il legame tra Markus e Gidon Kremer, sebbene in questo caso padre e figlio fossero entrambi violinisti di talento; del resto, sono davvero tanti i musicisti e i compositori di fama mondiale dai natali baltici e non a caso a uno di loro è dedicato il dodicesimo e ultimo capitolo-racconto: Arvo Pärt. Nel ripercorrere le vicende dello scrittore Roman Kacev (alias Roman Gary) Brokken fa anche i conti con i suoi continui depistamenti riguardo all’infanzia lituana, ma soprattutto con le sue origini ebree e con i massacri e le deportazioni che si sono abbattuti a più riprese su un popolo che, in alcuni casi, costituiva la maggioranza della popolazione (a Vilnius nel 1914 gli ebrei erano oltre centomila). Ebrei sono anche lo scultore lituano Chaim Jacob Lipchitz (alias Jacques Lipchitz); la filosofa Hannah Arendt, originaria come Immanuel Kant di Köingsberg (poi Kaliningrad); il lettone Marcus Rotkowičs, noto come Mark Rothko e maestro dell’espressionismo astratto. Se di tutti costoro i Paesi baltici ne rivendicano i natali, sono stati invece completamente oscurati illustri personaggi appartenuti all’aristocrazia tedesca, i cosiddetti baroni baltici, come lo scrittore Eduard von Keyserling o la baronessa Alessandra Wolff-Stomersee (moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa). Merito di Jan Brokken è comunque quello di non creare gerarchie e di presentare al lettore anche esistenze comuni, che magari hanno attraversato la grande storia solo per un istante, come Loreta Asanavičiūtė, ferita a morte dai cingolati intervenuti nel gennaio 1991 per porre fine alle manifestazioni di protesta dei lituani contro il regime sovietico; l’attenzione dell’autore si concentra sempre, infatti, anche sul contesto storico-politico in cui si consumano le vite su cui si sofferma la sua penna.
Non si tratta dunque né di semplici narrazioni né di sterili cronache: in Anime baltiche si intrecciano una pluralità di storie che Brokken delinea con uno stile suadente e discorsivo, puntuale e dettagliato. Non a caso è stato comparato a Bruce Chatwin, che senz’altro ne avrebbe condiviso l’affermazione «viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi».

 

ABOUT SHORT STORIES
(https://giovannituri.wordpress.com/tag/about-short-stories/)
Gianluca Merola, Dio taglia 60 (Ad est dell’equatore)
Giuseppe Cristaldi, Macelleria Equitalia (Lupo Editore)
Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due (Perdisa Pop)
Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni)
Vanni Santoni, Personaggi precari (Voland)
Liesl Jobson, Cento strappi (Marcos y Marcos)
Jerzy Kosinski, Passi (Elliot)
Bernard Quiriny, La biblioteca di Gould (L’orma)
Mariana Enriquez, Quando parlavamo con i morti (Caravan Edizioni)
Edgar Allan Poe, Racconti sensazionali (Marsilio)
Carlo Sperduti, Ti mettono in una scatola (Intermezzi)
Christian Raimo, Le persone, soltanto le persone (minimum fax)
Çiler İlhan, Esilio (Del Vecchio)

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10 thoughts on “ANIME BALTICHE di Jan Brokken, recensione – About short stories

  1. cinziarobbiano ha detto:

    Sono stata in Lettonia e ho letto il libro, imperdibile se si va alla ricerca di mondi perduti…

  2. amanda ha detto:

    Grazie per la segnalazione, e a titolo di scambio, hai mai ascoltato il Salve Regina di Pärt? Provare per credere

  3. babalatalpa ha detto:

    Post e commenti straordinari. Mai stata nei paesi baltici ma è da un po’ che ci penso. Forse perché sono sempre alla ricerca di mondi perduti… Non potendo partire subito, inizierò a viaggiare quanto prima attraverso le parole di Jan Brokken.

  4. rossellalofaro ha detto:

    Ne ho fatto anch’io una recensione sul blog non molto tempo fa: noto che chiunque legga questa libro si lascia commuovere dalla storia di Loreta, simbolo della resistenza baltica.
    Ne hai dato una bella lettura, complimenti!

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