Vita da editor (62)

Scrittore: Il romanzo che le invio in allegato è una saga famigliare ambientata agli inizi del Novecento in una provincia del centro Italia, realistica e immaginaria insieme. La mia prosa si ispira infatti a quella del più grande scrittore sudamericano vivente: Gabriel García Márquez.

Editor: Eh? Márquez è morto lo scorso aprile!

Scrittore: Ah, sì, ha ragione, avevo fatto copia-incolla e mi sono distratto; sono tre anni che spedisco il testo a destra e a manca…

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Vita da editor (61):
https://giovannituri.wordpress.com/2015/01/13/vita-da-editor-61/

Servizi editoriali:
https://giovannituri.wordpress.com/servizi-editoriali/

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11 thoughts on “Vita da editor (62)

  1. Alessandro Madeddu ha detto:

    Un attimo di distrazione: un attimo della durata di tre anni.

  2. Bia ha detto:

    Ahahah! Sul pezzo direi 😉

  3. Davide Bonvicini ha detto:

    Questi dialoghi sono favolosi! 🙂

  4. amanda ha detto:

    gesssssummmio 😀

  5. LaLeggivendola ha detto:

    Dai, avrebbe potuto fingere un lapsus ma è stato sincero xD
    Tordo, ma sincero.

  6. Transit ha detto:

    L’editing si serve delle matite rossa e blu della coscienza. L’editing è la colla necessaria che tiene tutto. L’editing è una specie di lifting, però dopo tiene, nel senso che non si ammoscia tutto. L’editing non è come andare dal notabile di una volta o dal capobastone dei giorni presenti, per chiedere il lasciapassare. Anche quando di un manoscritto l’editing non salva nulla e consiglia di scrivere, scrivere e riscrivere è molto curativo oltre che correttivo. Mai dimenticare né il buono artigianato nemmeno che sei non sai fare lo scarparo nun rompere ‘o cazzo ‘e semmenzelle. Certo, c’è da dire che ormai il posto delle semmenzelle lo ha rilevato la colla, infatti le suole di tutte le scarpe sono tenute dalle colle. Forse solo se si va da solachianiello per aggiustare scarpe usate lui usa le semmenezelle. Però un mondo senza qualcuno che rompa le scatole alle semmenzelle ti fa venire ‘a pucundria.
    Riscrivere è arrivare in cima, in collina o nello stesso tratto pianeggiante o dritto all’inferno con i propri piedi piuttosto che farsi trasportare dal taxi o dal pulmino abusivo a cui comunque devi pagare un tot. L’editing è guardarsi allo specchio e spesso non accondiscende, lo specchio. E accade che lo specchio stranamente caschi. Allora è consigliabile di munirsi di un corniciello e di scartellatiello tascabile contro l’invidia. Che disillusione scrivere e ritrovarsi una mappatella di fogli, cartacei o digitali, scarabocchiati gli uni sugli altri, in formato rilegatura e dire: – Ho scritto un libro.-

    Ma in genere non basta. C’è ancora bisogna di mangiare pane tuosto.

  7. thanatos8604 ha detto:

    Ahahahahahahahahahahahaha

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