QUALCUNO È USCITO VIVO DAGLI ANNI OTTANTA di Francesco Dezio, un estratto

Déjeuner dans la forêt

Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta è un racconto di Francesco Dezio, pubblicato nell’omonima raccolta (collana Nuovelettere, Stilo Editrice). Qui di seguito eccone un estratto.

Amsterdam era la Mecca per i punk altamurani, ne stavano a frotte, veniva anche prima di Londra e Berlino. Nel periodo ’84-’85 carovane di europei si spingevano in Olanda, molti ci finivano per le vacanze, qualcuno però decideva poi di insediarsi lì stabilmente. Pensavano tutti a una cosa: a quanto stavano bene gli olandesi che si potevano fumare quello che volevano. Conveniva starci anche per via delle leggi molto permissive, il governo olandese non faceva distinzioni: turco italiano o disoccupato autoctono ti dava da ottocento a un milione di lire al mese a condizione che per un certo periodo lavorassi. Non era affatto male, soprattutto perché poi potevi arrabattarti anche con altri lavoretti in nero, insomma non facevi la fame. Per cui: la casa la occupavi, la droga costava poco, la polizia ti trattava coi guanti bianchi, ti sballavi in santa pace, stavi bene e ti pagavano pure per fare la vita da porco che ti eri scelto. Che volevi di più?
È chiaro che poi uno si immagina che gli olandesi a casa loro stiano sempre sballati, invece non è così: fatta una rapida ricognizione ci si accorge che i fattoni erano per lo più greci o turchi, tutti a scroccare il sussidio di disoccupazione. In pratica, quella legge civilissima generava un effetto boomerang perché attirava tutta la feccia d’Europa, e l’Italia ne esportava parecchia.
Ci sono andato anch’io da quelle parti, mica potevo mancare all’appello. E poi volevo vedere se era vero che le sigarette le compravi a sbafo: fai conto che le cinquanta lire erano delle stesse dimensioni del fiorino, così infilandole nella macchinetta delle sigarette potevi ‘comprarti’ sottocosto tutte le stecche che volevi. Per non parlare delle slot machine, con qualche insignificante monetina delle nostre ti ritrovavi a vincere, che so, cento fiorini. Su ’sta storia si era creato il passaparola, fatevi una bella scorta di spiccioli quando venite dall’Italia, dicevamo a chi avesse intenzione di raggiungerci.
copertina 'Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta'_DezioAndré, il gestore del Café The Minds, il pub che frequentavamo di solito, ci lasciava stare, era un autentico tranquillone, si allontanava lasciandoti pure il locale aperto. Una notte rientrò completamente cotto, essendosi bevuto l’ira di dio, spaccava le bottiglie a terra e pretendeva di offrire a tutti. Per non deluderlo gli svuotammo il locale. Tornai a casa in orizzontale – e non ho ancora capito come.
Il Minds di notte si riempiva all’inverosimile, diventava un caleidoscopio di luci suoni colori forti e facce e scorreva di tutto nelle vene. Le ragazze ubriache la davano senza problemi e quindi c’era un bell’andirivieni dai cessi, almeno un pompino ci scappava sempre.
Quando dopo qualche anno ci tornai, appena mi vide armeggiare davanti al distributore, risoluto a fare il solito scherzetto, André mi fulminò con lo sguardo, «Ehi you, no italian lire, no more!».
Si trovava vicino alla piazza centrale di Amsterdam, ’sto locale, e a tutt’oggi c’è ancora, ma mi risulta sia frequentato prevalentemente dai gay.

Qui trovate un paio di recensioni di Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta:
http://xl.repubblica.it/articoli/la-provincia-il-punk-e-leredita-degli-anni-80/11359/
http://www.lankelot.eu/letteratura/dezio-francesco-qualcuno-%C3%A8-uscito-vivo-dagli-anni-ottanta.html

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7 thoughts on “QUALCUNO È USCITO VIVO DAGLI ANNI OTTANTA di Francesco Dezio, un estratto

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Semplice, diretto e nel contempo intenso. Senza orpelli e, cosa rara, compiacenze. Letto molto volentieri 🙂

  2. ilcorsarobianco ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Corsaro Biancoe ha commentato:
    L’attacco dell’ultima raccolta di Francesco Dezio (per chi non ricordasse aveva pubblicato qualche anno fa per i tipi di Feltrinelli “Nicola Rubino è entrato in fabbrica”).
    Il brano che vi riporto mi ricorda una certa atmosfera tondelliana della Amsterdam anni ’80, dello sballo facile e dal profumo di vento. Presto leggerò il resto del volume, ma che Dezio sappia scrivere non è una novità.

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