RACCONTI SENSAZIONALI di Edgar Allan Poe, recensione – About short stories

Edgar_Allan_Poe_portraitEdgar Allan Poe, maestro del mistero e delle short stories

La Marsilio propone una nuova selezione di racconti di Edgar Allan Poe, curata e tradotta da Carlo Martinez, con testo a fronte: Racconti sensazionali – aggettivo che viene attribuito ai testi «non solo per il loro carattere straordinario, eccezionale, ma anche per l’enfasi che essi pongono sulle sensazioni provate dai personaggi e suscitate nei lettori». L’Introduzione del professor Martinez (cui si deve anche il ricco apparato di note), oltre che dar conto del titolo, si sofferma sul difficile rapporto di Poe con la critica statunitense, sul suo tentativo di «trasfondere i principi che governano il mercato nelle regole dell’arte stessa», sulla «fascinazione per la violenza, […] le ossessioni della psiche» e altri tòpoi dell’autore, anche in relazione al dibattito sociale dell’epoca.
Le prime due storie, Berenice e Il crollo della casa Usher, narrano di torbide ossessioni; I delitti della Rue Morgue segue le indagini su un brutale duplice omicidio in una stanza chiusa dall’interno e, con Dupin, crea il «capostipite di una lunga serie di investigatori tanto geniali quanto idiosincratici»; l’ultima, I fatti nel caso di Monsieur Valdemar, racconta di un esperimento di mesmerismo su un malato terminale con tale abilità che diversi lettori supposero si trattasse di una relazione scientifica, per quanto paradossale fosse il caso riportato. Ma i due testi migliori sono probabilmente il terzultimo e il penultimo, ossia Il pozzo e il pendolo e Il gatto nero, sia per la capacità di Poe di conciliare qui l’insolito con una struttura narrativa solida, sia per lo straordinario effetto generato dal narratore interno – scelta stilistica che accomuna tutti e sei i testi.
RACCONTI SENSAZIONALI_Edgar Allan PoeIl pozzo e il pendolo immerge il lettore nelle riflessioni e nelle sensazioni di un uomo condannato a morte atroce durante le sue ore di agonia in una cella-trappola; assistiamo così all’alternarsi incessante tra l’istinto di sopravvivenza e il desiderio del protagonista di porre termine al supplizio via via che si palesa quale sarà la sua fine. Il gatto nero, tra le più celebri delle short stories di Edgar Allan Poe, è un racconto d’inaudita violenza che sottolinea la banalità imprevedibile del male: il narratore, nel riferirci i mutamenti del suo animo e le sue azioni, sembra incapace di darne conto, quasi a sottolineare l’irrazionalità della componente malvagia che alberga in ogni uomo. Una dimensione oscura che Poe è stato capace di sondare senza remore e che certo ha contribuito a renderlo celebre, tanto da farne un classico e un’icona della letteratura il cui fascino perdura a oltre un secolo e mezzo dalla sua misteriosa morte nel 1849.

ABOUT SHORT STORIES
(https://giovannituri.wordpress.com/tag/about-short-stories/)
Gianluca Merola, Dio taglia 60 (Ad est dell’equatore)
Giuseppe Cristaldi, Macelleria Equitalia (Lupo Editore)
Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due (Perdisa Pop)
Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni)
Vanni Santoni, Personaggi precari (Voland)
Liesl Jobson, Cento strappi (Marcos y Marcos)
Jerzy Kosinski, Passi (Elliot)
Bernard Quiriny, La biblioteca di Gould (L’orma)
Mariana Enriquez, Quando parlavamo con i morti (Caravan Edizioni)

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