LA BIBLIOTECA DI GOULD di Bernard Quiriny, recensione – About short stories

la_biblioteca_di_gould_ormaLa raccolta “plurima” di Bernard Quiriny all’insegna del divertissement

La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare di Bernard Quiriny è la quinta opera della collana Kreuzville (L’orma editore), che si propone di indagare la contemporaneità attraverso opere francesi e tedesche. Si deve a Lorenza Di Lella e a Giuseppe Girimonti Greco la traduzione di questa “plurima” raccolta di racconti: plurima perché composta da tre sillogi di narrazioni brevi a montaggio alternato.
Una collezione molto particolare (1) è appunto quella custodita nella biblioteca di Gould – da qui il titolo generale, con libri rinnegati dai propri autori, animati, stratificati o comunque contraddistinti da altri pregi e bizzarrie. Dieci città (2) descrive, invece, immaginari centri abitati paradossali e misteriosi, come Goran in Slesia, dove si parlano tre lingue pressoché identiche che gli abitanti stentano però a comprendere, o come uno sfortunato paese siculo: «Pieni di fiducia, i fondatori di Livoni edificarono la loro città ai piedi di un vulcano che credevano spento» (si sbagliavano, probabilmente, visto che il racconto si esaurisce in queste due righe). Infine, La nostra epoca (3) si interroga su quali effetti comico-drammatici provocherebbero sulla nostra società eventi straordinari, quali la resurrezione dei morti o l’improvviso dilatarsi della superficie. Due le bonus tracks: Il mirabolante Gould, in cui il narratore si sofferma sul genio e la singolarità di questo personaggio, e Schnell, storia di un artista in grado di realizzare “opere sensibili”.
Tutta La biblioteca di Gould è dunque all’insegna dell’imponderabile e del divertissement, caratteristiche che hanno fatto accostare il nome di Bernard Quiriny a quelli di autori come Jorge Luis Borges o Italo Calvino e che suggeriscono di leggere i testi non per farsi avvincere dalla narrazione in sé (piuttosto esigua talvolta), quanto per assaporarne l’inesauribile inventiva e ciò che i paradossi sottendono, rassegnati all’evenienza che qualcosa possa sfuggirci. Già, perché si tratta senz’altro di uno di quelli che Gould definisce libri matrioska: «I libri di cui parlo sono al tempo stesso finiti e infiniti, apparentemente brevi, ma in realtà sterminati. Sono libri “matrioska”, che proprio come le bambole russe contengono sempre più di quanto danno a vedere».

 

ABOUT SHORT STORIES
(https://giovannituri.wordpress.com/tag/about-short-stories/)
Gianluca Merola, Dio taglia 60 (Ad est dell’equatore)
Giuseppe Cristaldi, Macelleria Equitalia (Lupo Editore)
Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due (Perdisa Pop)
Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni)
Vanni Santoni, Personaggi precari (Voland)
Liesl Jobson, Cento strappi (Marcos y Marcos)
Jerzy Kosinski, Passi (Elliot)

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One thought on “LA BIBLIOTECA DI GOULD di Bernard Quiriny, recensione – About short stories

  1. […] di idee, spesso divertentissima, sempre spiazzante, ed esce a distanza di due anni dal precedente La biblioteca di Gould, diventato in breve tempo un libro di culto per un’ampia cerchia di appassionati. Ci aspettiamo […]

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