Luciano Bianciardi, LA VITA AGRA

la_vita_agra_bianciardi[La vita agra di Luciano Bianciardi è la storia di una vocazione all’impegno civile disattesa, di un uomo sposato e una donna che nonostante tutto decidono di amarsi, ma è anche la storia dell’Italia del miracolo economico e della sua nascente società dei consumi che rendono gli operai schiavi e i cittadini semplici acquirenti. Sorprendono davvero – tanto più tenendo conto che l’opera è stata pubblicata nel 1962 – la scrittura torrenziale e parodistica, il sarcasmo e l’acume di Bianciardi, sebbene la narrazione finisca un po’ per perdersi nella sua pirotecnica verbosità.
Insomma, se non avete già letto La vita agra, vi auguro di farlo quest’estate (senza scoraggiarvi alle prime “deliranti” pagine) e qui di seguito riporto un estratto di quella che potrebbe essere intesa come una dichiarazione di poetica dello stesso Bianciardi.]

Vi darò la narrativa integrale – ma la definizione, attenti, è provvisoria – dove il narratore è coinvolto nel suo narrare proprio in quanto narratore, e il lettore nel suo leggere in quanto lettore, e tutti e due coinvolti insieme in quanto uomini vivi e contribuenti e cittadini e congedati dall’esercito, insomma interi.
Proverò a riscrivere tutta la vita non dico lo stesso libro, ma la stessa pagina, scavando come un tarlo scava una zampa di tavolino. […]
Proverò l’impasto linguistico, contaminando da par mio la alata di Ollesalvetti diobò, e ’u dialettu d’Ucurdunnu, evocando in un sol periodo il Burchiello e Rabelais, il Molinari Enrico di New York e il lamento di Travale – guata guata male no mangiai ma mezo pane – Amarilli Etrusca e zio Lorenzo di Viareggio.
Ma anche vi darò il romanzo tradizionale, con tre morti per forza, due gemelli identici e monocoriali e un’agnizione. Il romanzo neocapitalista, neoromantico o neocattolico, a scelta. […]
Datemi il tempo, datemi i mezzi, e io toccherò tutta la tastiera – bianchi e neri – della sensibilità contemporanea. Vi canterò l’indifferenza, la disubbidienza, l’amor coniugale, il conformismo, la sonnolenza, lo spleen, la noia e il rompimento di palle.

A chi poi volesse sapere cosa pensasse Luciano Bianciardi degli editor, consiglio di vedere questo breve video:
https://www.youtube.com/watch?v=zY5o0dFEdOc
(Anche se credo che il suo giudizio nasca da un fraintendimento di questa professione…)

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