Intervista a Mauro Maraschi, editor di Hacca Edizioni e caporedattore di Caravan Edizioni

hacca_edizioni_logoMauro Maraschi è editor della narrativa di Hacca Edizioni e dal 2013 socio e caporedattore di Caravan Edizioni.

Come sei arrivato a occuparti di editing per Hacca Edizioni? Com’è nato il rapporto con la casa editrice Caravan?
Fino al 2009 i miei contatti con il mondo editoriale erano stati marginali. È stato lo Studio Oblique, con il suo Corso per Redattori, a fornirmi gli strumenti per entrare a farne parte e a mediare affinché ottenessi uno stage da Hacca. L’editing è arrivato gradualmente, grazie anche alla co-curatela dell’antologia ESC insieme a Rossano Astremo. Puntualizzo che non sono io a occuparmi, presso Hacca, della selezione dei testi e che il dialogo con Francesca Chiappa, editore e editor, è parte integrante del mio lavoro. Caravan è invece storia recente: tutto ciò che posso dire, al momento, è che mi sono unito al suo viaggio perché in piena sintonia con la professionalità e il rigore filologico di Serena Magi e degli altri soci e collaboratori.

Quali errori non deve commettere chi propone un manoscritto? Come sottoporre un inedito alla tua attenzione?caravan_edizioni_logo
Se parliamo di invii spontanei in redazione, gli errori si fanno sempre e comunque, e non saranno quelli a influenzare il talent scout o il lettore. Se il manoscritto ha un valore (che raramente è assoluto, e varia con il contesto) il talent scout dovrebbe identificarlo a prescindere dalla formalizzazione della proposta. Io chiedo soltanto chiarezza nella comunicazione: autore e titolo nell’oggetto della mail, una sintetica biografia nel corpo della stessa e un unico allegato che contenga contatti, sinossi e opera. Tutto ciò, ovviamente, non prima di aver capito la linea editoriale della casa contattata. Aggiungo che sono spiazzato dalla quantità degli invii: nonostante Caravan sia una realtà davvero piccola, la media è di due testi al giorno, il che significa più di settecento all’anno. Colpa di Masterpiece?

Quanto contano nel tuo lavoro i criteri letterari e quanto gli orientamenti del mercato?
Bisogna cercare un compromesso. Per quanto possibile, la mia aspirazione è quella di pubblicare soltanto testi meritevoli e possibilmente ambiziosi, dove per testo meritevole intendo tutto ciò che si discosta dalla maniera e/o dal narcisismo, e che non sia un compendio di cliché ben argomentati ma un testo a suo modo necessario, portatore di una visione specifica, coerente e amorale, come amorale – a mio parere – è tutta la vera letteratura.

Quasi sessantamila testi pubblicati ogni anno, sempre più precari dell’editoria, sempre meno lettori: secondo te come si è arrivati in Italia a questa situazione? È ancora possibile uscirne?
Non ci sono meno lettori: non ce ne sono abbastanza per sessantamila testi l’anno, questo sì. Poi molti ormai leggono soltanto i libri degli amici che si sono auto-pubblicati o hanno pubblicato a pagamento, alimentando un universo parallelo nel quale sono tutti scrittori, un parossismo da racconto di Buzzati o Mrożek. Altri leggono solo, nel ruolo di valutatori, testi che non verranno mai pubblicati; altri ancora hanno decretato che le serie tv sono i nuovi feuilleton. Un modo per riconquistare i lettori è ripensare il modo di comunicarsi: vedi il progetto Pianissimo di Filippo Nicosia, al quale ho avuto il piacere di partecipare, nella prima edizione. E poi bisogna riconsiderare la soglia del nostro snobismo, eludere il manicheismo (ne siamo affetti, le sterili diatribe su La grande bellezza lo provano) e dare il giusto peso ai libri, che sono sia cultura che merce, con buona pace rispettivamente dei cinici e dei puristi.

mauro maraschiTi andrebbe di raccontarci un aneddoto divertente legato alla tua “vita da editor”?
Sì, se ne avessi uno.

Qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni da te curate?
Per Caravan sto curando una collana di narrativa dall’Est Europa: per il primo titolo, di cui siamo entusiasti, se ne parla a gennaio del 2015; la prossima uscita della casa editrice (prevista per il 28 maggio) è invece Mariana Enriquez con Quando parlavamo con i morti, tre racconti perturbanti ambientati in una Buenos Aires odierna quanto atemporale. Per Hacca sto lavorando sulla prossima fatica di Cristiana Alicata, che con Verrai a trovarmi d’inverno è arrivata alla terza ristampa. Va detto che il romanzo è arrivato a me in una forma già levigata, merito dell’autrice e dell’editore, tanto che ho potuto leggerlo con piacere, accantonando il disincanto che affligge a volte noi editor. È una storia di riconciliazione, con se stessi e con il mondo, del momento in cui si smette di fuggire da ogni cosa (lavoro, origini, amori) per cominciare davvero a vivere.

 

Qui le precedenti interviste agli editor Nicola Lagioia (minimum fax), Antonio Paolacci (Perdisa Pop), Mario Desiati (Fandango), Alice Di Stefano (Fazi Editore), Jacopo De Michelis (Marsilio Editori), Gabriele Dadati (Laurana Editore), Chiara Valerio (Nottetempo), Davide Musso (Terre di mezzo), Elisabetta Migliavada (Garzanti), Stefano Izzo (Rizzoli), Serena Casini (ilSaggiatore), Fabrizio Cocco (Longanesi), Claudia Tarolo (Marcos y Marcos): https://giovannituri.wordpress.com/category/interviste-a-editor/

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6 thoughts on “Intervista a Mauro Maraschi, editor di Hacca Edizioni e caporedattore di Caravan Edizioni

  1. Bia ha detto:

    Nemmeno un aneddoto divertente? Mazza che tristezza… 🙂

  2. […] Casini, Silvio Bernardi, Alice Di Stefano, Michele Galgano, Alessandro Garigliano, Stefano Izzo, Mauro Maraschi, Daniela Marcheschi, Antonio Paolacci, Elisa Ruotolo e davvero tanti altri: a tutti loro va il mio […]

  3. […] parlavamo con i morti (Caravan Edizioni) è una breve raccolta di racconti che Mauro Maraschi ha opportunamente definito “perturbanti”: Mariana Enriquez attraverso il soprannaturale dà […]

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