PERSONAGGI PRECARI di Vanni Santoni, recensione – About short stories

copertina personaggi precariIl mondo precario dei personaggi di Vanni Santoni.

Tra i Personaggi precari (Voland) di Vanni Santoni ci sono Anna, che “è bravissima in tutto quello che fa perché sceglie attentamente cosa fare”; Ciro, che “con un complesso raggiro verbale è riuscito a farsi mettere ‘decabrista’ alla voce occupazione della nuova carta d’identità”; Jane, che “ha posto una notevole trincea di treccioline, anellini, accessori e tatuaggi tra sé stessa e la consapevolezza della propria assoluta banalità”; Carolina, che “è in un momento di disordine (lungo sei anni)”; Matteo, che quando supera una coppia che si bacia “non può fare a meno di voltarsi a controllare la faccia della ragazza. Se è brutta, prova un vago senso di sollievo”. Sono solo alcuni tra i tanti personaggi che Vanni Santoni delinea con pochi tratti, offrendoli alla fantasia di altri possibili autori oltre che dei lettori, insomma lasciandoli liberi di affrontare autonomamente la propria precarietà, umana prima e più che professionale.
Quelle di Personaggi precari sono micro-narrazioni, alcune in forma dialogica, pochissime oltre le dieci righe, selezionate da un campionario di oltre settemila testi: i primi hanno fatto la loro comparsa sul web nel 2004 e la raccolta accusa un po’ il passaggio dalla fruizione fugace e random online a quella sequenziale della carta stampata, ma è un limite che può essere facilmente ovviato gustando l’opera a piccoli sorsi.
Certo è che a Santoni vanno riconosciuti acume e ironia oltre che, come sottolinea Raoul Bruni nella postfazione, l’originalità formale; ma soprattutto è da apprezzare la capacità di raccontare attraverso i frammenti narrativi la lacerazione del tessuto sociale e delle singole identità nel panorama umano contemporaneo, sempre più avvelenato e ipocrita.
Si potrebbe ancora aggiungere qualcosa sulla convivenza nelle stesse pagine della toscana con la Terra di Mezzo, di stranieri e italiani, di adulti e bambini, di uomini e donne, di disadattati e viveur, ma finirebbe per essere uno sterile esercizio di analisi testuale, che potrebbe anche travisare il senso dell’opera, proprio come accade a uno dei personaggi precari, Arianne, sebbene in altro ambito artistico:
“– È un vero peccato che dei vandali abbiano fatto quelle scritte sulla sua opera; abbiamo provato a cancellarle ma il metallo arrugginito è molto poroso, e si rischia di…
– Era così.
– Mi scusi, forse lei stessa non ha ancora potuto vedere… Non parlo della scritta ‘Galaverne’ a tempera fluorescente, parlo di quella, um, ‘sbirracci assassini sukate la super-nerchia’ a spray nero.
– Era così.
– Ma se è apparsa stanotte.
– No, no, era così, l’ho fatta così.
– Ma le pare che il comune l’avrebbe acquisita?!
– Era così.
– …”

 

ABOUT SHORT STORIES
(https://giovannituri.wordpress.com/tag/about-short-stories/)
Gianluca Merola, Dio taglia 60 (Ad est dell’equatore)
Giuseppe Cristaldi, Macelleria Equitalia (Lupo Editore)
Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due (Perdisa Pop)
Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni)

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2 thoughts on “PERSONAGGI PRECARI di Vanni Santoni, recensione – About short stories

  1. […] Giovanni Turi su Vita da editor. […]

  2. […] persona da parte del narratore). Vista la brevità dei testi, vale lo stesso suggerimento fatto per Personaggi precari: ossia di leggere anche Cento strappi un po’ per volta, magari nella pause della giornata o […]

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