MIA MOGLIE E IO di Alessandro Garigliano, recensione su PugliaLibre

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Mia moglie e io (pp. 234, euro 15) è il brillante romanzo d’esordio di Alessandro Garigliano, il cui nome sarà senz’altro noto agli assidui lettori del blog culturale minima&moralia; a pubblicarlo è la barese LiberAria Editrice nella collana Meduse.
Quella di Garigliano è una scrittura ricercata e a tratti onirica, che si avvita su se stessa con ironia creando gorghi che talvolta rilasciano senso e talvolta lo occultano; dopo lo straniamento iniziale, il lettore ne rimane irretito, sebbene il ritmo narrativo non sia incalzante e la trama possa apparire un po’ sfilacciata – nonostante l’innegabile solidità strutturale dell’opera.
Si alternano le sezioni Tempo determinato e Tempo indeterminato; nelle prime vi sono gli impieghi precari che il protagonista-narratore racimola «nell’odierno bungee jumping sociale che ti costringe all’ebbrezza del salto nel vuoto per poi, dopo pochi mesi, risucchiarti con un vertiginoso rinculo alla medesima altezza colma di smarrimento da cui eri partito»: si ritrova così a fare il manovale in un cantiere edile, l’impiegato di un ufficio di collocamento, il commesso in libreria. Nelle sezioni che vanno sotto il titoloTempo indeterminato, invece, è la dimensione coniugale a essere raccontata, lo stillicidio di un’esistenza vuota i cui unici fremiti vitali sono dati dall’adorazione della propria moglie [continua su PugliaLibre].

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