Flavia Piccinni – Professione scrittore 5

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Flavia Piccinni ha vinto nel 2005 il Premio Campiello Giovani e ha pubblicato i romanzi Adesso tienimi (Fazi) e Lo sbaglio (Rizzoli); con il carabiniere Nino Maressa ha curato La mala vita (Sperling&Kupfer). Suoi racconti sono apparsi su Nuovi Argomenti e Nazione Indiana, oltre che in diverse antologie.

Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere, nella migliore tradizione, da bambina. Ero una bambina instancabile, agitatissima, e l’unica cosa che mi faceva stare alla scrivania per ore – esattamente come adesso – era la penna, un foglio bianco, e la possibilità di isolarmi dal mondo.

Quali sono i tuoi modelli letterari?
Amo leggere, ma trovo deviante e banalizzante parlare di modelli. Preferisco citare i miei riferimenti letterari – irraggiungibili, naturalmente – che sono cambiati negli anni – eccetto Salinger, Irene Brin e pochi altri –, ma che hanno una caratteristica comune: la necessità di raccontare la realtà, la capacità di farlo in modo semplice, diretto, usando le parole giuste e mai “giochetti da quattro soldi”, quelli che sembrano andare di moda adesso, e rispetto ai quali Carver metteva in guardia autori, aspiranti autori e lettori.

Come hai trovato l’editore con cui hai esordito (Fazi) e come mai sei poi passata a Rizzoli?
A diciotto anni vincere il Campiello Giovani è stata un’ottima occasione. Ho avuto la possibilità di conoscere numerosi editor, fra cui Massimiliano Governi, che ha scelto il mio primo libro. Quando Governi ha lasciato Fazi è stato naturale considerare tutti i legami con l’editore sciolti.

Chi sono stati i tuoi editor e che rapporto hai avuto con loro?
Ho avuto diversi editor, a partire da Massimiliano Governi che mi è stato accanto come ho appena detto per il mio esordio e che con la sua cifra da scrittore mi ha trasmesso molto, a partire dalla fondamentale devozione che il lavoro di scrittura e riscrittura comporta.

Un consiglio agli aspiranti scrittori?
Non scrivere per pubblicare. E poi: leggere molto, quindi dimenticare. Le brutte copie di grandi autori non interessano a nessuno, né agli editori né ai potenziali lettori. E poi scrivere soltanto se la necessità si avverte come impellente. Se c’è un’urgenza. Questo me l’ha insegnato un grande scrittore, a cui sarò per sempre grata.

Qui le precedenti interviste a Omar Di Monopoli (ISBN Edizioni), Elisa Ruotolo (Edizioni Nottetempo), Paolo Cognetti (minimum fax), Ignazio Tarantino (Longanesi):
https://giovannituri.wordpress.com/category/professione-scrittore/

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One thought on “Flavia Piccinni – Professione scrittore 5

  1. Giovanni Turi ha detto:

    Qualcuno mi ha chiesto chi sia il grande scrittore a cui Flavia fa riferimento nell’ultima risposta: è Manlio Cancogni. 😉

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