Paolo Cognetti – Professione scrittore 3

 Paolo Cognetti

Paolo Cognetti ha pubblicato con minimum fax Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007, finalista al Premio Chiara) e Sofia si veste sempre di nero (2012, selezionato al Premio Strega 2013).  Con Laterza è uscito nel 2010 New York è una finestra senza tende. Il suo blog è paolocognetti.blogspot.it. Da non perdere, poi, una sua serie di suoi interventi sulla scrittura su minima&moralia: http://www.minimaetmoralia.it/wp/?s=paolo+cognetti.

Quando e perché hai iniziato a scrivere? Quali sono i tuoi modelli letterari?
Ho iniziato a scrivere verso i diciott’anni, per alcuni buoni motivi: perché ero un timido e parlavo poco, perché leggevo molto, perché mi innamoravo sempre. Così i miei primi generi letterari sono stati le lettere d’amore alle ragazze e le riflessioni esistenziali sul diario di un mio amico. Anche allora leggevo soprattutto scrittori americani, quelli giusti per un diciottenne introverso perché parlavano di sesso, alcol, libertà, vita di strada: da Kerouac a Bukowski, in quegli anni amavo i trasgressivi. Poi ho scoperto che mi piacevano molto i racconti. Prima Carver, poi Grace Paley, poi Flannery O’Connor. Poi ancora Hemingway e Salinger. È stata un’esplorazione entusiasmante ed è durata anni, fino ai grandi scrittori di racconti di oggi come Charles D’Ambrosio e Alice Munro. Tutti questi direi che sono i miei maestri.

Come sei giunto alla minimum fax e che rapporto hai con il tuo editor?
Nel 2003, dopo qualche anno di scrittura, mi pareva di aver messo insieme quattro o cinque buoni racconti e decisi di provare a cercarmi un editore. Minimum fax fu il primo a cui pensai, perché pubblicava Carver e tantissimi scrittori di racconti americani (era da poco uscita un’antologia, Burned Children of America, che per quelli come me è stata una pietra miliare). Io però stavo a Milano e loro a Roma, così approfittai di un evento che organizzavano per andare a conoscerli, feci una specie di dichiarazione d’amore a uno dei due editori, gli lasciai i miei racconti e incredibilmente un anno dopo erano un libro, Manuale per ragazze di successo. Insomma mi è andata bene al primo tentativo, e proprio con il mio editore preferito.
L’editor anche a quei tempi era Nicola Lagioia, che poi mi ha seguito fino ad ora: al terzo libro ormai ci conosciamo bene. Come sapete lui è anche un bravo scrittore e questo conta molto, non mi sembra di confrontarmi con uno che di mestiere pubblica i libri ma con uno che li scrive, e si avvicina al mio lavoro con grande rispetto. Nicola entra nelle mie storie in punta dei piedi ed è capace di spingere le leve giuste (il mio difetto più frequente è che sono sbrigativo, perché ho paura di non saper scrivere alcune scene e allora semplicemente le taglio; lì Nicola mi chiede di fermarmi, approfondire, affrontare i passaggi critici di una storia). Io poi scrivo racconti, quindi non è che ogni tre anni gli mando un romanzo su cui lavorare; succede piuttosto ogni sei mesi, è un rapporto che a modo nostro coltiviamo nel tempo.

Un consiglio agli aspiranti scrittori?
Leggere moltissimo e trovare i propri maestri. Non c’è niente di male nel copiarli spudoratamente, all’inizio. Meglio ancora se sono maestri vivi, perché magari puoi avere la fortuna di incontrarli e perfino partecipare a qualche loro lezione. E poi conoscere i piccoli editori: sono loro che ti pubblicheranno, se tutto va bene. Capire che cosa fanno, seguire il loro lavoro, andare alle fiere a parlarci. Sporcarsi le mani, e consumarsi le suole delle scarpe, con la letteratura. Ho conosciuto troppi aspiranti scrittori che leggevano solo russi morti, poi impacchettavano il loro manoscritto e lo spedivano a Mondadori e si mettevano ad aspettare una risposta: ecco, così direi proprio che non si fa. Cercatevi un editore come andreste a cercare lavoro se aveste le tasche vuote e una gran fame.

Qui le precedenti interviste a Omar Di Monopoli ed Elisa Ruotolo:
https://giovannituri.wordpress.com/category/professione-scrittore/

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2 thoughts on “Paolo Cognetti – Professione scrittore 3

  1. Forse qualche anno fa, ma ora non mi sentirei di definire la minimum fax una piccola casa editrice…

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