LA RESA di Fernando Coratelli, recensione

copertina LA RESA

La mia recensione della Resa di Fernando Coratelli pubblicata sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» lunedì 7 ottobre

Una serie di attentati kamikaze devasta Milano ponendo ciascuno di fronte alle proprie responsabilità, eppure, smorzatasi l’onda emotiva, tutto torna a ripetersi uguale a se stesso: è lo spunto narrativo da cui si sviluppa La resa (Gaffi), l’ultimo romanzo di Fernando Coratelli, nato a Bari ma oggi residente nel capoluogo lombardo, dove lavora in ambito editoriale.
I quattro protagonisti principali appartengono tutti alla generazione che in ambito letterario è stata definita TQ, ossia quella dei trenta-quarantenni; ognuno di loro segue per inerzia la rotta della propria esistenza ma, quando tutto intorno non restano che macerie e paura, è costretto a interrogarsi sulle proprie priorità, a riconsiderare la quotidianità: Andrea che viveva di sotterfugi, passando da una relazione amorosa all’altra, decide di accettare un posto fisso e tornare da moglie e figlio; Teresa, avvocato penalista, pensa di dedicarsi a coloro che subiscono soprusi e non hanno i mezzi per difendersi in tribunale; Agata vuole lasciare la carriera da manager per entrare in una Ong; infine c’è Tommaso, amico di lunga data di Andrea, ex di Agata e incerto pretendente di Teresa, l’unico che non intravede alternative alla propria attività di antiquario e manifesta scetticismo riguardo ai propositi altrui – forse perché da ragazzo ha creduto alle velleità rivoluzionarie per poi accorgersi che la resa della sua generazione allo statu quo è incondizionata.
Intanto, intorno a loro si muovono i servizi segreti, italiani e non, che erano sulle tracce degli attentatori e sono ora decisi a riscrivere la verità dei fatti, ad approfittare dello sgomento generale per operare ai margini della legalità: la resa è anche quella dei conti di una civiltà al collasso, incapace di accogliere la diversità e alimentata dal sospetto. A farne le spese nel romanzo di Coratelli saranno gli stranieri, senza distinzione, e i loro presunti fiancheggiatori, tra cui Tommaso, che dovrà dar conto dei suoi trascorsi parapolitici e di aver (inconsapevolmente) dato lavoro e regolarizzato uno dei kamikaze.
Ma La resa, più che come spy story, si fa apprezzare come romanzo generazionale, oltre che per la scrittura efficace e immediata, tanto da rinunciare ai segni diacritici nel discorso diretto e cogliere senza esitazioni peculiarità e distorsioni dell’oralità.

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2 thoughts on “LA RESA di Fernando Coratelli, recensione

  1. […] La resa, di Fernando Coratelli (Gaffi) […]

  2. […] Altrotempo (Cadmo Editore, 2008), Quando il comunismo finì a tavola (CaratteriMobili, 2011) e La resa (Gaffi Editore, […]

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