John Updike, COPPIE

[dal capolavoro di Updike, Coppie, tradotto per Guanda da Attilio Veraldi]

«Qualunque cosa siano, mi lasci leggere? Non trovo interessanti né Foxy Whitman né questa conversazione.»
«Sei una lagna, santiddio. Sei così straordinariamente al di sopra di tutto che puzzi.»
«Sta’ a sentire, ti prometto che stanotte faccio l’amore con te se mi lasci arrivare alla fine del capitolo.»
«Se è per me finiscilo pure tutto quanto quel fetente di libro. Rimpinzati. Procurati una vera scossa letteraria.»
Avvertì, nella violenza di lui, il desiderio, il richiamo, e cercò di sollevare il capo, ma la pagina stampata le trattene lo sguardo. Distrattamente, chiese: «Non puoi startene buono per dieci minuti? Mi restano solo altre cinque pagine».

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3 thoughts on “John Updike, COPPIE

  1. amanda ha detto:

    maremma se uno mi sfinisce mentre sto leggendo le ultime 5 pagine di un libro col lanternino mi vede dopo, doveva pensarci prima di farmi iniziare a leggere, allora sì!

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