Intervista a Davide Musso, editor Terre di mezzo

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Davide Musso è editor per la casa editrice Terre di mezzo, giornalista (ha collaborato, tra gli altri, con Rolling Stone e Pulp), scrittore (Vita di traverso, Gaffi). Il comun denominatore è certo la passione per la lettura e per la scrittura, ma come si conciliano queste tre figure professionali?
A volte si conciliano a fatica, perché si lavora su e con voci differenti che capita interferiscano tra di loro, in particolare per quanto riguarda la propria scrittura. Ma si punta sulla passione, appunto, per superare l’ostacolo.

Chi è per te l’editor e qual è il suo ruolo? Come vi siete incontrati tu e Terre di mezzo?
Con il termine “editor” si identificano due figure che non sempre e non necessariamente coincidono, ovvero il responsabile di collana o di settore che si occupa di scegliere e acquisire i libri, ma anche chi poi su quei libri “lavora” insieme con l’autore. Soprattutto in questo secondo caso, il ruolo dell’editor è quello di un lettore esperto, che deve cercare di far emergere agli occhi dell’autore eventuali problemi che il testo possa presentare, aiutandolo a trovare le soluzioni più adatte.
L’incontro con Terre di mezzo risale al lontano 1997, quando collaboravo all’omonima rivista come giornalista. Da lì il legame si è rafforzato negli anni e dal 2006 lavoro in casa editrice.

Spesso si lamenta un aumento della narrativa di intrattenimento, un eccessivo accanimento nella ricerca del possibile bestseller, così come una certa uniformità di stili e forme a scapito di una produzione editoriale guidata da valori prettamente letterari. Quanto il “mercato” influenza il tuo lavoro?
Anche l’editoria è un settore industriale, e deve far quadrare i conti. Detto questo, non tutti lavorano con gli stessi obiettivi e con le stesse pressioni: c’è chi ha come fine ultimo il fatturato (e la crisi economica ha purtroppo esacerbato una situazione già presente, con una corsa soprattutto da parte della grande editoria all’inseguimento di titoli facili da vendere ma letterariamente inconsistenti), e chi punta alla sostenibilità economica per portare avanti un progetto culturale strutturato. Il mercato influenza il mio lavoro nella misura in cui anche a me viene chiesto dalla direzione editoriale di trovare o pensare a testi che abbiano la possibilità quantomeno di ripagarsi. Detto questo, in una casa editrice indipendente come Terre di mezzo c’è molta più elasticità che in altre realtà, che poi significa permettersi il lusso di pubblicare libri “rischiosi” dal punto di vista commerciale, ma in cui crediamo e su cui decidiamo di puntare comunque.

Come sottoporre un inedito alla tua attenzione? Valuti anche testi di chi non ha un curriculum letterario e che non giungono tramite agenzie editoriali?
Basta mandare il testo via mail seguendo le istruzioni riportate sul nostro sito: http://libri.terre.it/sezione02/16/.
E sì, valutiamo anche i testi inviati senza intermediari, anche se la mole di proposte in arrivo ogni giorno è al di sopra delle nostre forze.

Non di rado gli aspiranti scrittori hanno atteggiamenti persecutori o arroganti, o semplicemente dimostrano di non conoscere affatto la realtà con cui devono confrontarsi. Un episodio simpatico o grottesco che ti è capitato?
Ce ne sarebbero diversi: per esempio chi ti manda poesie o romanzi storici anche se non li pubblichiamo, dimostrando di non essersi neanche preso la briga di dare un’occhiata al nostro catalogo, chi manda le proposte inoltrando la mail inviata a un altro editore, chi ti spedisce un manoscritto e il giorno dopo telefona perché non hai ancora risposto…

Qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni che hai curato per Terre di mezzo?
A settembre uscirà Il posto più strano dove mi sono innamorata, esordio della siciliana Mari Accardi, selezionata lo scorso anno per il numero di Granta Italia dedicato alle nuove voci emergenti del nostro paese: http://www.grantaitalia.it/author/mari-accardi/, la storia dolceamara di una giovane siciliana che cerca il suo posto nel mondo ma si rende conto che, molto spesso, è stato già occupato da qualcun altro.


Qui le precedenti interviste ad altri editor.

A Nicola Lagioia, editor minimum fax:
https://giovannituri.wordpress.com/2012/11/05/intervista-a-nicola-lagioia-editor-minimum-fax/

Ad Antonio Paolacci, editor Perdisa Pop:
https://giovannituri.wordpress.com/2012/11/14/intervista-ad-antonio-paolacci-editor-perdisa-pop/

A Mario Desiati, editor Fandango:
https://giovannituri.wordpress.com/2012/12/19/intervista-a-mario-desiati-editor-fandango/

Ad Alice Di Stefano, editor Fazi Editore:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/01/16/intervista-ad-alice-di-stefano-editor-fazi-editore/

A Jacopo De Michelis, editor Marsilio Editori:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/01/30/intervista-a-jacopo-de-michelis-editor-marsilio/

A Gabriele Dadati, editor Laurana Editore:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/02/15/intervista-a-gabriele-dadati-editor-laurana-editore/

A Chiara Valerio, editor Nottetempo Edizioni:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/04/04/intervista-a-chiara-valerio-editor-nottetempo-edizioni/

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