Roberto Calasso, L’IMPRONTA DELL’EDITORE (2)

copertina_L'impronta dell'editore_Roberto Calasso

[dall’Editoria come genere letterario, nella miscellanea L’impronta dell’editore]

[…] perché un editore rifiuta un certo libro? Perché si rende conto che pubblicarlo sarebbe come introdurre un personaggio sbagliato in un romanzo, una figura che rischierebbe di squilibrare l’insieme o di snaturarlo.

 

[da «Faire plaisir», nella miscellanea L’impronta dell’editore]

La percezione della qualità o non-qualità di un libro diventa un elemento sempre più evanescente e secondario. Quel certo libro va o non va? A che cosa si riallaccia? È cool o non è cool? È una tendenza o è antiquato? Funzionerebbe come e-book? L’autore viaggia o non viaggia? Rende, in televisione? Sono alcune questioni che vengono soppesate con gravità. Parlare della bruttezza – o bellezza – di un libro sembra disturbante, fuori luogo. Così avviene all’interno delle case editrici perché così avviene nella psiche del vasto mondo.

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One thought on “Roberto Calasso, L’IMPRONTA DELL’EDITORE (2)

  1. Tale's Teller ha detto:

    ViUlentemente vero…

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