Snoopy scrittore (19)

Snoopy_snoopy scrittore ripetitivo

Anche per Snoopy melius abundare quam deficere, ma… sarà vero?

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Kurt Vonnegut: otto regole per un racconto breve

Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut (1922-2007), ironico e visionario scrittore statunitense, suggerisce le sue otto regole per scrivere un racconto breve:

  1. Fate in modo che i vostri lettori non pensino di aver sprecato tempo per leggervi.
  2. Date al lettore almeno un personaggio per cui possa fare apertamente il tifo.
  3. Ogni personaggio che si rispetti deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare il carattere di un personaggio o far progredire l’azione.
  5. Iniziate la narrazione il più possibile vicino alla fine.
  6. Siate sadici. Non importa quanto siano dolci e innocenti i protagonisti del vostro racconto: fategli accadere cose terribili, in modo che il lettore possa vedere di che pasta sono fatti.
  7. Scrivete per piacere a un solo lettore. Se spalancate la finestra e vi mettete a fare l’amore con il mondo, per così dire, alla vostra storia verrà la polmonite.
  8. Date ai lettori più informazioni possibili, il più presto possibile. Al diavolo la suspense. I lettori devono avere una completa comprensione di ciò che accade, di come e di dove, al punto che dovrebbero essere in grado di terminare da soli la storia nel caso in cui gli scarafaggi si mangino le ultime pagine.

Se volete ascoltare questi consigli dalla viva voce di Kurt Vonnegut, ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=Fn8bVoK2PyQ

Qui la recensione della raccolta di racconti giovanili di Vonnegut, Baci da 100 dollari (ISBN Edizioni): http://www.sulromanzo.it/blog/raccontami-4-baci-da-100-dollari-di-kurt-vonnegut

Paolo Nori, BASSOTUBA NON C’È (2)

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[dall’edizione Universale Economica Feltrinelli di Bassotuba non c’è]

Adesso son messo che scrivo tutti i giorni tre pagine al giorno. Scrivo, rileggo, correggo e riscrivo tre pagine al giorno. Moltiplicato per trecentosessanta fa milleottanta. Questo significa che, alla fine di ogni anno solare, io ho milleottanta pagine rivedute e corrette. Diviso per centocinquanta, fa sette virgola due. Allora, ogni anno, se andiamo avanti così, io scrivo sette romanzi virgola due.
Il mio primo romanzo esce in gennaio. Mettiamo che il mio primo romanzo va bene. Mettiamo che, dopo che ho scritto il mio primo romanzo, mi chiamano vari editori che cercano di legarmi a loro con dei contratti allettanti. Mettiamo che uno di questi editori mi alletta. Mettiamo che firmo un contratto in esclusiva con lui per i prossimi otto romanzi. Mettiamo che lascio gli uffici di questo editore e siamo tutti e due soddisfatti del nostro contratto. Mettiamo che il giorno dopo mi presento negli uffici di questo editore e gli rovescio sul tavolo i miei prossimi otto romanzi. Eh eh. Che l’ha già fatto un cantante, mi sa. Non so poi come è andata a finire. (pp. 68-9)

Vita da editor (37)

Editore: In pratica ci arrivano un’ottantina di inediti all’anno, giusto?

Editor: Sì, più o meno.

Editore: E tu ne promuovi solo due o tre.

Editor: Confermo.

Editore: Forse, allora, dovrei pagarti meno per questa mansione.

Editor: Ma guardi che la valutazione degli inediti gliela faccio gratuitamente!

Editore: Ah, già, è vero…

 

Vita da editor (36):
https://giovannituri.wordpress.com/2013/03/27/vita-da-editor-36/

Come fa un editor a scegliere un libro?

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Come fa un editor a scegliere un determinato libro e non un altro? Ecco il vademecum di Elisabetta Migliavada, responsabile della narrativa Garzanti.

1) Ascolta la pancia, ascolta il cuore. Sì perché prima di tutto, sin dalle prime pagine, deve scattare qualcosa di istintuale. È una sensazione, che senti precisamente tra lo stomaco, la pancia e il petto. La sensazione che quel libro va preso. Un qualcosa che non so definire, un po’ come l’innamoramento.

2) Premia la chiarezza. Premia la cura della lingua. La scelta delle parole. Premia la freschezza e l’immediatezza. La capacità che solo alcuni scrittori hanno di farti vivere quello che stai leggendo sia che sia ambientato in un mondo che conosci bene, in un mondo lontano e sconosciuto, in un passato o in un futuro oscuro.

3) Quelle parole che stai leggendo devono far viaggiare la tua mente. Devono permetterti di annullarti. […]

4) Sei sorpresa. Sorpresa dal modo straordinario che quel libro ha di raccontarti l’ordinario, la vita comune. Oppure sei sorpresa dall’originalità della sintassi. Dall’unicità della voce dello scrittore.

5) Hai la pelle d’oca. Non sempre succede, ma con certi libri accade.

6) Stai imparando qualcosa.

 

Qualche indicazione sull’argomento la trovate anche qui:
https://giovannituri.wordpress.com/2013/01/18/vita-da-editor-32/