Marco Rossari, L’UNICO SCRITTORE BUONO È QUELLO MORTO

Rossari, L’unico scrittore buono è quello morto

C’era uno scrittore che scriveva solo cose vere, ma tutti gli chiedevano cosa c’era di inventato. Non appena passò a scrivere cose inventate, tutti cominciarono a chiedergli cosa c’era di vero.

C’era uno scrittore che non riusciva a far passare una giornata senza scrivere un rigo. Il problema era che gli altri riuscivano a farne passare innumerevoli senza leggerlo.

Quando parlo col mio lettore cito un autore immaginario dall’impronunciabile cognome slavo e termino con: «…che tu conoscerai senz’altro».

C’era uno scrittore che stroncava montagne e partoriva topolini.

[da L’unico scrittore buono è quello morto (Edizioni e/o): raccolta di aforismi e brevi racconti che compongono un’arguta parodia del mondo editoriale e delle ossessioni degli scrittori.]

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3 thoughts on “Marco Rossari, L’UNICO SCRITTORE BUONO È QUELLO MORTO

  1. Tale's Teller ha detto:

    Esiste anche la versione per editor?

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