Antonio Moresco, LETTERE A NESSUNO (3)

lettere a nessuno[dall’edizione Bollati Boringhieri di Lettere a nessuno]

Aldo Busi vs Antonio Moresco

«C’è qui un problema imbarazzante – dice Franchini ad Aldo Busi – un libro di ottocento cartelle, un’opera ambiziosa… ma come si fa a pubblicarla! Bisogna dar retta alle ragioni dell’editore o a quelle dell’autore? Tu cosa dici?»
«A quelle dell’editore» risponde Aldo Busi.
«Sì – provo a dire – in fondo sono d’accordo…»
«No – dice Aldo Busi – in fondo e anche in principio».
Vorrei riuscire perlomeno a obiettare che è a volte accaduto che l’editore stesso non fosse evidentemente cosciente di quali fossero le sue stesse ragioni… […]
«Tutto dipende comunque dalla grana della scrittura» concede Aldo Busi alla fine.
«Su questo siamo d’accordo».
«È il primo che scrivi?» mi chiede.
«Ho cominciato a undici anni. Ormai ho perso il conto…»
«È un libro intellettuale?» mi domanda ancora.
[…] «Ma no – provo a dire – è un libro viscerale e mentale».
«Hai qui il dattiloscritto? – mi dice improvvisamente – Fammi leggere la prima pagina. Basta leggere quella!»
Gli dico che non sono d’accordo, che se legge la prima cartella degli Esordi non gli piace di certo. E vorrei aggiungere anche che non è detto che dalla prima cartella si possa capire, come si dà per scontato oggi… che ci sono decine di splendidi libri che cominciano piano, come in punta di piedi, che c’è chi in casa ci entra con una spallata e chi ci entra senza far rumore, in silenzio […]

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