Intervista ad Antonio Paolacci, editor Perdisa Pop

Intervista ad Antonio Paolacci, editor della narrativa italiana Perdisa Pop e direttore della collana Corsari

Alcuni scrittori non perdono occasione per ringraziare il proprio editor, altri per lanciargli critiche più o meno velate; taluni lo considerano un coautore, altri poco più che un redattore o un semplice lettore professionista… Chi è per te l’editor e qual è il suo ruolo?
Lo racconta bene il tuo blog: molti non sembrano sapere che l’editor è un editor, cioè né un coautore, né un impiegato negligente, né un dispensatore di favori. Il suo ruolo è il più importante dopo quello dello scrittore e il suo lavoro deve sapersi adattare caso per caso. Personalmente, essendo anche un autore, io cerco di essere l’editor che vorrei per i miei testi: qualcuno che anzitutto li sappia apprezzare e rispettare.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a svolgere questa professione?
Per alcuni anni ho frequentato corsi di editoria e collaborato occasionalmente (e abbastanza sterilmente) con case editrici e agenzie letterarie. Nel 2007 ho pubblicato il mio primo romanzo per Perdisa Pop e, da allora, Luigi Bernardi (fondatore e all’epoca direttore del marchio) ha iniziato a coinvolgermi nel lavoro per la casa editrice, prima come lettore e redattore, poi come editor e curatore di collana. Nel 2011 la direzione di Perdisa Pop è passata a me. Continua a leggere

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Saper tradurre, intervista a Giuseppe Girimonti Greco su PugliaLibre

Giuseppe Girimonti Greco, originario di Martina Franca, ha studiato Letteratura italiana e Letterature comparate a Firenze e a Parigi. Ormai ha al suo attivo diverse traduzioni, fra cui per Barbès Il banchiere di Régis Jauffret (tradotto con M.L. Vanorio) e per Adelphi Tolstoj è morto (premio Fiumi 2010) e Il barone sanguinario (con L. Di Lella) di Vladimir Pozner. Quest’ultimo lavoro è stato premiato nella sezione Traduttori nel corso dell’ultima edizione (la XXVI) del Premio Letterario “Procida Isola di Arturo – Elsa Morante”.
Su PugliaLibre una sua lunga intervista in cui si sofferma sull’arte di tradurre e sull’opera di Vladimir Pozner; qui la prima parte: http://www.puglialibre.it/2012/11/intervista-al-traduttore-giuseppe-girimonti-greco/ e qui la seconda: http://www.puglialibre.it/2012/11/intervista-al-traduttore-giuseppe-girimonti-greco2/.

Intervista a Nicola Lagioia, editor minimum fax

La prima di una serie di interviste inedite a editor di narrativa italiana è quella a Nicola Lagioia, editor minimum fax e condirettore della collana Nichel.

Alcuni scrittori non perdono occasione per ringraziare il proprio editor, altri per lanciargli critiche più o meno velate; taluni lo considerano un coautore, altri poco più che un redattore o un semplice lettore professionista… Chi è per te l’editor e qual è il suo ruolo?
L’editor è lo sparring partner dell’autore, e meglio ancora dello scrittore. Non è il co-autore di alcunché, se mai gli venisse la fantasia di credersi tale, ma una figura (oggi professionalizzata, ma pensa a Pound con Eliot o alla Stein con tutti gli altri) in grado di leggere un testo letterario, capire come si dovrebbe lavorare perché ciò che si vede in potenza venga fuori, e riferirlo con la giusta empatia, serietà e partecipazione all’autore di quel testo. L’editor è colui che, insomma, aiuta lo scrittore a far diventare il suo libro ciò che è. Il “come diventare ciò che si è” per la letteratura è insomma la sua stella polare. Questo, per il lavoro sul testo. L’editor è poi spesso colui che decide quali testi pubblicare tra tutti quelli che vengono sottoposti al suo giudizio. Quindi dovrebbe essere una persona abbastanza sensibile e preparata da prendersi questa responsabilità.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a svolgere questa professione?
Ero e sono un lettore maniacale. Ero e sono uno scrittore maniacale. In più, ho grande rispetto del talento altrui. Quando vedo la cosa ben fatta, se non addirittura la cosa veramente bella (circondati come siamo da cose brutte o fatte con pressappochismo) ne resto sempre ammirato, mi migliora proprio la giornata. Il mio percorso si è costruito sulla base di questi tre punti, in modo abbastanza spontaneo, insomma. Continua a leggere