Gianni Biondillo, DIECI ANNI DOPO (in STRANE STORIE)

Quella notte decisi che me ne dovevo fregare di tutto e di tutti, che era inutile prendersi in giro, che è sempre stato quello che volevo fare nella vita, che l’ho sempre saputo, e chi se ne frega del posto fisso, della macchina e delle vacanze programmate: dovevo scrivere un romanzo. Dovevo, come un precetto morale inderogabile, dare vita a chi me lo chiedeva, dovevo dare ordine a un cosmo caotico e informe.

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