Davide Longo, L’UOMO VERTICALE

Nella vecchia casa passavo molte ore in una stanza che chiamavo “stanza dei libri”. Lì avevo raccolto migliaia di romanzi, saggi, trattati e libri d’arte. Molti li avevo letti più volte, sottolineati, chiosati e dissezionati per ricavarne qualche insegnamento per me e per i miei studenti. Alcuni li avevo scelti come bastioni delle mie mura. Altri come passaporti per le mie terre. Sillogi di ciò che la vita era o avrebbe dovuto essere.

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