Vita da editor (10)

Tuttologo: Sto lavorando a un saggio sul cinema di Lars von Trier, ho già la scaletta e i primi due capitoli: volete pubblicarlo?

Editor: Non ci occupiamo di cinema, e comunque le conviene ultimarlo e poi cercare un editore specifico che ovviamente dovrà prima valutarlo.

Tuttologo: E un saggio sulla letteratura italiana dell’ultimo decennio vi interessa?

Editor: Potrebbe. Ce lo invii e verrà sottoposto al comitato editoriale.

Tuttologo: Ma lei di che si occupa?

Editor: Di narrativa.

Tuttologo: Ah, perfetto! Sto scrivendo anche un romanzo storico ambientato nella Cina del XVII secolo.

Editor: …

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Intervista a Elisabetta Liguori su PugliaLibre

Un romanzo in cui a prevalere sulla trama sono gli impercettibili mutamenti interiori e l’immediatezza espressiva è ancella di uno stile franto e oscillante, volto a cogliere quella verità che «rotola ora da una parte, ora dall’altra»  ̶̶  ancor più se dipende dalle parole di una bambina che «come tutti, voleva soltanto essere felice». […]

Su PugliaLibre la recensione della Felicità del testimone e l’intervista all’autrice, Elisabetta Liguori:

(prima parte) http://www.puglialibre.it/2012/01/la-felicita-del-testimone%e2%80%9d-di-elisabetta-liguori/

(seconda parte) http://www.puglialibre.it/2012/01/intervista-a-elisabetta-liguori/

Charles Bukowski, POST OFFICE

Era stata una domenica brutale. Erano venuti certi amici di Fay che erano stati seduti sul divano tutto il giorno a blaterare di se stessi e di che razza di scrittori erano, veramente i migliori. La sola ragione per cui nessuno pubblicava i loro lavori era che non li mandavano mai alle case editrici, così dicevano, almeno.
Li avevo guardati. Se scrivevano come facevano tutto il resto, lì seduti a bere caffè e a ridacchiare e a intingere le paste, non faceva nessuna differenza che li mandassero agli editori o li buttassero nella spazzatura, i loro lavori.

Michele Lupo, I FUORIUSCITI

[dal racconto Cimento del tempo libero]

Cerca un fazzoletto di carta per asciugarsi la fronte. Resta con gli occhi chiusi per un po’. Poi ripete un gesto che lo accompagna da anni, tirar fuori un libretto dalla tasca della giacca, sprofondarvi il muso e inspirare forte. Quando tutto gli suona violento, sgradevole, questo è il suo modo di salvarsi. Stira la pagina aperta con una mano e porta il libro alla distanza giusta – non ha gli occhiali con sé. Serra gli occhi, insegue le frasi, vi si aggrappa come un disperato.