Mario Vargas Llosa, LETTERE A UN ASPIRANTE ROMANZIERE (4)

[…] la critica in sé, anche nei casi in cui è più rigorosa e centrata, non riesce a esaurire il fenomeno della creazione, a spiegarlo nella sua totalità. Ci sarà sempre, in un’opera in prosa o poetica riuscita, un elemento o una dimensione che l’analisi critica non riesce a cogliere. Perché la critica è un esercizio della logica e dell’intelligenza, e nella creazione letteraria, oltre a questi fattori, intervengono, e a volte in modo determinante, l’intuizione, la sensibilità, la capacità di decifrare, perfino il caso, che sfuggono sempre alle maglie della più sottile rete dell’indagine critica. Perciò, nessuno può insegnare a un altro a creare, ma tutt’al più può insegnargli a leggere e scrivere.

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2 thoughts on “Mario Vargas Llosa, LETTERE A UN ASPIRANTE ROMANZIERE (4)

  1. Guido Sperandio ha detto:

    “Perciò, nessuno può insegnare a un altro a creare, ma tutt’al più può insegnargli a leggere e scrivere.”
    Mah, non so… si può insegnare a scrivere? Sì, nei limiti di non sbagliare ortografia… 🙂
    Ci sono tanti, troppi modi di comunicare (fra cui anche scrivere) e tutti sono personali, personalissimi. Insegnare è tradurre il proprio ad altra persona-tutt’altro mondo.

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